Cagnotto: Portabandiera a Rio? Se me lo chiedono non dico no

Di Andrea Capello


Roma, 21 ott. (LaPresse) - Il nome della sua famiglia è sinonimo di tuffi. Dopo le vittorie in campo europeo e mondiale ora Tania Cagnotto si appresa ad affrontare l'ultima grande sfida della sua carriera. La medaglia olimpica. Dopo il doppio quarto posto (trampolino 3 metri e sincronizzato con la compagna Francesca Dallapé, ndr) a Londra 2012 la bolzanina ha vacillato ma la sua passione è stata più forte. Altri quattro anni di sacrifici per arrivare a Rio e scrivere la storia. Per venire incontro alle esigenze sue e della nazionale Fin e Coni hanno approntato una palestra per il lavoro a secco all'avanguardia all'Acqua Acetosa di Roma. In occasione dell'inaugurazione la Cagnotto ha raccontato sogni e speranze.

Come si sta preparando all'anno che si concluderà con le Olimpiadi di Rio 2016?

Quest'anno me lo godrò. Il mondiale di Kazan (oro da un metro specialità però non olimpica e bronzo dai tre metri) mi ha dato una bella spinta. Sono felice e pronta ad affrontare quest'ultimo anno olimpico per me. Lo farò in modo sereno, cercherò di divertirmi ma ovviamente anche di arrivare al massimo delle mie possibilità"

Ha già pensato a cosa fare al termine della sua carriera?

L'anno prossimo avrò 31 anni ed a quell'età una tuffatrice smette. Mi piacerebbe fare altro, vedremo cosa succederà. Se mi vedo allenatrice? Mi piacerebbe trasmettere la passione che ho. Se a Bolzano si riuscirà a fare un centro dove si può lavorare bene io sarei anche disposta ad allenare.

E' in lizza per il ruolo di portabandiera dell'Italia ai Giochi. Le piacerebbe? Sicuramente se me le chiedono non dirò di no. Sarebbe un onore immenso e ne sarei felicissima ma so anche che ci sono altre atlete che se lo meriterebbero. Se non verrò scelta sfilerò dietro di loro, quindi va bene lo stesso".

Come si immagina il mondo dei tuffi in Italia dopo il suo ritiro?

Bisognerà lavorare tanto sui giovani. A loro dico che questo non è uno sport che si può praticare come passatempo. Non bastano 2-3 allenamenti a settimana. Servono serietà e tante ora da dedicare. Devi essere consapevole di cosa vuoi fare e dove vuoi arrivare.

Si è spesa in favore della sua corregionale Carolina Kostner nella vicenda di squalifica che l'ha riguardata. E' felice del suo ritorno alle gare a partire dal 1 gennaio?

Sì, ho sempre detto che a mio parere la sua squalifica è un'assurdità.

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