Buffon: Totti è sempre stato uno della Nazionale e può fare differenza

Coverciano (Firenze), 19 mar. (LaPresse) - "Giusto non precludere il ritorno di Totti in Nazionale". Anche Gianluigi Buffon si dice d'accordo con il commissario tecnico Cesare Prandelli. "Lo spogliatoio per quello che riguarda le decisioni del tecnico non deve dire niente - spiega il portiere azzurro in conferenza stampa - sono responsabilità specifiche di chi guida la squadra. Francesco è ancora oggi uno della Nazionale, come qualcuno di noi ha condiviso sin dall'Under 15 questo tipo di avventure, per me sarà sempre un compagno in Nazionale. Se uno con il suo talento, la sua caratura e la sua classe continua a giocare su livelli formidabili come quest'anno, è giusto non precludere il ritorno a uno che può fare la differenza".

"La risposta del mister è stata molto intelligente, il discorso - continua Buffon - è logico per un ragazzo che sta scrivendo la storia del calcio italiano con il presente e magari anche con il futuro prossimo". "Perché Totti lasciò la Nazionale nel 2006? Ogni volta che ha preso delle decisioni - spiega il numero uno azzurro - sono state frutto di riflessioni profonde. Credo abbia pensato che la cosa più bella da vincere nel calcio l'aveva vinta e aveva affrontato il Mondiale dopo un grave infortunio". "Forse - aggiunge Buffon - ha preferito dedicarsi un po' di più alla Roma e alla propria salute, cercando di avere meno impegni e cercando di ottimizzare il lavoro fatto in settimana per dare prestazioni all'altezza nella propria squadra. Nel 2006 non era più tanto giovane, avrà pensato fosse il momento giusto. Ma a vedere come sta oggi, un po' mi è dispiaciuto".

"Non temo nulla. E' una persona decisa in tutto quello che fa e dice, finché non riterrà concluso il percorso con la Juventus non prenderà in considerazione altre alternative". Così commenta Buffon a proposito dell'eventualità sollevata da Antonio Conte di andare ad allenare all'estero. Dal portiere azzurro arrivano parole di elogio nei confronti del tecnico: "Probabilmente, tra tutti quelli che ho avuto, è il primo come bravura. Più di Lippi? Son passati tanti anni, probabilmente - continua il portiere azzurro in conferenza stampa da Coverciano - bisognerebbe fare paragoni in base all'età in cui uno ha intrapreso la propria carriera. Quando vedo in Europa che ci sono tecnici molto preparati, io mi ritengo sicuro che a Torino ce n'è uno che non è da meno". "Se temo di perderlo? Mi sembra sia una cosa da non prendere neanche in considerazione - dice Buffon - tutti sappiamo quanto Conte sia legato alla Juventus e al popolo juventino, fino a quando non riterrà conclusa la sua esperienza non ci dev'essere paura".

"Rispetto ai primi anni in cui giocavo nella Juve, è tornato quel tipo di atteggiamento, era preesistente", dice il giocatore in merito alle dichiarazioni su Antonio Conte che dopo la gara contro il Bologna aveva sottolineato il clima pesante che spesso accompagna le trasferte dei bianconeri. "Dopo quello che è accaduto e che sappiamo - spiega il portiere, con riferimento alle vicende di Calciopoli - un pochino avevamo tolto le attenzioni su di noi. Adesso qualcosa sta tornando. Ma la domanda spontanea è chiedersi il perché. Alla fine - prosegue Buffon - se uno prima poteva accampare mille e più alibi, adesso più che pensare che stiamo dimostrando e meritando sul campo, non so cosa fare. Ma alla fine - aggiunge il numero uno azzurro - è un problema della società, perché ci disturba riconoscere i meriti degli altri e si pensa sempre a denigrarli con atteggiamenti poco civili".

Buffon si proietta poi alla sfida che opporrà i bianconeri al Bayern nei quarti di finale di Champions League. "Va presa realmente per come l'abbiamo cominciata e per come abbiamo intrapreso questo percorso, che era di avvicinamento alle zone importanti dell'elite europea, sperando di farci apprezzare per un gioco positivo e sperando, nel frattempo, di riconquistare il rispetto degli avversari. Penso che l'obiettivo l'abbiamo centrato". "Chiaramente non possiamo dire di essere stati fortunati nel sorteggio, ma nei quarti è giusto incontrare una squadra come il Bayern. Ma anche loro non sono stati felici, segno che il nostro obiettivo è centrato: essere rispettati e incutere un po' di timore". Sulle possibilità di vittoria finale: "E' veramente dura - spiega Buffon - ci sono 3-4 squadre come il Bayern che hanno un passato recente molto più importante del nostro, hanno una confidenza con questi eventi maggiore rispetto a noi. Ma la cosa è bella - dice ancora il portiere - è che non parti battuto". "Saranno gare equilibrate dove basterà un pizzico di fortuna o un dettaglio per perdere. Ma la cosa importante è essere arrivati a giocarla", continua Buffon.

"I discorsi su Mario sono sempre i soliti, tutti desideriamo che trovi la definitiva consacrazione e il proprio equilibrio che non vuol dire soffocare se stessi e propria indole. Io l'ho sempre visto tranquillo nel gruppo e nella squadra", così Buffon commenta le dichiarazioni del ct Prandelli che dice di aver trovato maggiore motivazione e concentrazione in Balotelli.

"Sono segnali belli. Segnali che sono arrivati anche dal Papa nuovo. Tutto fa ben sperare che ci siano segnali di discontinuità". Così Gianluigi Buffon commenta la decisione da parte del Coni di 'stoppare' le tessere omaggio ai politici.

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