Bucchi: A Parma un Pescara rassegnato, non posso tollerarlo

Pescara, 2 apr. (LaPresse) - Il Pescara "mi è sembrata una squadra rassegnata e questo per me non è possibile, è una cosa che assolutamente non tollero. Noi siamo in Serie A, è il massimo campionato a cui si può ambire. Non lo accetterò nemmeno se lo saremo aritmeticamente. È inconcepibile che una squadra giochi così". Così in conferenza stampa l'allenatore del Pescara Cristian Bucchi, tornando sulla sconfitta contro il Parma. "Io ho giocato nell'Ancona a gennaio, alcuni anni fa", racconta il tecnico degli abruzzesi. "Eravamo già retrocessi e sulla via del fallimento, ma - prosegue - abbiamo vinto con il Bologna, fatto retrocedere l'Empoli, perso partite 4-2, come contro la Lazio a Roma, perso 3-2 a Siena nello scontro salvezza. Eravamo una squadra di cani randagi, avevamo voglia di farci vedere e dimostrare che nonostante tutte le difficoltà eravamo vivi e che l'anno dopo volevamo restare ad Ancona, dare un segnale, stavamo perdendo la categoria ma non volevamo perdere la dignità".

"Si può perdere a Parma, ma in modo diverso, non così", dice Bucchi che prosegue: "E' colpa mia, io sono l'allenatore. Ma non sono rassegnato". "Ho detto - ricorda Bucchi - che ero sicuro di vincere, a Parma avevo visto una rifinitura meravigliosa, ero sicuro avremmo fatto una grande partita. Ho visto i giocatori carichi, vogliosi, per me era il momento giusto per affrontare il Parma. Loro erano in un periodo non molto esaltante dal punto di vista della condizione. Avevamo preparato la partita nel modo giusto. Ero fiducioso e invece - continua - abbiamo visto una partita diversa da quello che ci aspettavamo. Questo non accadrà più. Voglio giocatori che corrono e diano l'anima e che eventualmente perdano, ma con dignità".

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