Bolt: Balotelli? Non mi è simpatico. La replica: Conosci prima di giudicare

Roma, 5 giu. (LaPresse) - "Balotelli? E' un grande calciatore, forse un po' troppo aggressivo per i miei gusti. Non sbaglia mai un rigore. Un paio di volte mi è capitato di averlo vicino e non mi è stato molto simpatico, ma per me resta un grande". Così Usain Bolt in una intervista esclusiva concessa al Tg1. Il campione giamaicano, star domani sera del Golden Gala di Roma, ha ribadito il suo obiettivo un giorni di diventare un calciatore: "A fine carriera proverà per qualche squadra che mi vorrà".

Non si è fatta attendere la replica di Supermario. "Devi conoscere le persone prima di giudicarle! Non è molto gentile quello che hai detto su di me...". Con un tweet Balotelli replica a Usain Bolt che in una intervista al TG1 aveva detto: "E' un grande giocatore, forse un po' troppo aggressivo e non mi è molto simpatico".

Il primatista del mondo dei 100 e 200 si dice felice di essere a Roma: "Correre qui è bellsisiomo, la gente mi fa sentire un affetto che altrove non c'è. Ogni anno gli spettatori sono sempre di più e questo mi dà grande carica". Sulle sue condizioni e il suo obiettivi per il Golden Gala di domani, Bolt promette: "Ora sto così così, ho avuto dei piccoli malanni che hanno rischiato di mandare all'aria tutta la stagione. Farò il massimo anche per ricordare Mennea, uno che vinceva senza mai tradire propri ideali".

Maglietta verde e panataloncini corti militari Bolt è apparso intorno alle 16 allo Stadio della Farnesina per un saluto ai ragazzi impegnati nella prima giornata della finale dei Giochi Sportivi Studenteschi per gli istituti di primo grado scatenando il delirio. Ad attenderlo i massimi esponenti dello sport italiano a partire dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. Il giamaicano si è fermato per oltre trenta minuti allo stadio rispondendo anche ad alcune domande formulate dai ragazzi. "Della mia prima gara ricordo soprattutto il puro divertimento - ha detto - Volevo augurarvi buona fortuna a tutti, date sempre il meglio, continuate a correre e non dimenticatevi di divertirvi". Le domande dei ragazzini, circa 800 dai 12 ai 14 anni in rappresentanza di tutta Italia ed anche di alcune rappresentative di italiani all'estero (dalla Svizzera, agli Usa, passando per il Venezuela ed il Brasile, ndr) hanno spaziato su tutti gli argomenti. Dall'allenamento a come avere successo sulle ragazze: "Io fino ad ora non ho avuto molta fortuna visto che sono ancora single", il giamaicano ha risposto a tutto strappando una risata fragorosa agli spalti dai quali, oltre agli appalusi, è partito anche un "sei bellissimo".

Il 'Fulmine' ha anche parlato della sua esultanza inconfondibile definendola "la mia firma nel mondo" e raccontando di essersi ispirato a Michel Jordan. All'uscita Bolt è stato letteralmente preso d'assalto dai centinaia di ragazzini in cerca di un autografo. L'uomo più veloce del mondo ha dimostrato grande disponibilità anche in questa occasione fermandosi a lungo fra l'entusiasmo generale. "E' una giornata che sul piano dei valori è uguale al Golden Gala - ha argomentato il presidente della Fidal, Alfio Giomi - abbiamo deciso di concedere la mezz'ora di Bolt che avevamo a questa iniziativa perche' questa e' la nostra mission e la scuola non e' seconda a nessuno". "L'atletica e' alla base di tutto lo sport - gli ha fatto eco il presidente del Coni, Giovanni Malagò - e con il mondo della scuola sono due facce della stessa medaglia". "Si parte dalla base per arrivare al vertice. C'e' un'atmosfera contagiosa nei confronti dell'atletica italiana - ha aggiunto - Pubblico e privato devono unirsi per mettere ai giovani di fare attivita' fisica. Il pubblico mette le scuole, i privati ovvero societa', enti di promozione e associazioni, devono prendere in gestione i complessi scolastici finito l'orario di scuola e consentire di preparare i ragazzi, aiutandoli a costruire magari la loro carriera sportiva di vertice".

Tedofori di eccezione la vincitrice dei 100 metri alle Paralimpiadi di Londra, Martina Caironi, e l'oro di Atene 2004 nella maratona, Stefano Baldini: "Questi ragazzi possono fare quello che ho fatto io - ha spiegato - da studente ho disputato la finale dei Giochi della Gioventu' allo stadio dei Marmi qui di fianco e ho deciso che l'atletica sarebbe stato lo sport che avrei praticato per tutta la vita". "Per questi ragazzi e' un ricordo bellissimo nella parentesi piu' bella della loro vita", ha concluso. Una speranza ed un'investitura da parte di un atleta che ha scritto una pagina indelbile dello sport italiano.

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