Blatter: Non c'è razzismo nel calcio. Scoppia la bufera

Zurigo (Svizzera), 17 nov. (LaPresse/AP) - Il presidente della Fifa Sepp Blatter in una nota su Twitter ha detto: "Il razzismo e la discriminazione di qualsiasi tipo non hanno posto nel calcio. L'ho detto molte volte finora, e continuerò a dirlo ancora e ancora". In un'intervista ad Al-Jazeera Joseph Blatter ha poi aggiunto: "Nel corso di una partita si può dire qualcosa a qualcuno che non assomiglia esattamente a te ma alla fine della giornata tutto è dimenticato".

Il numero uno della Fifa ha concluso dicendo che se gli ufficiali di gara avessero a che fare con un problema o con delle lamentele dovrebbero "avvicinare le due persone e dire di stringersi la mano". In Inghilterra, dove sono in corso due cause per presunto razzismo che coinvolgono Suarez ed Evra, Terry e Anton Ferdinand, è scoppiata subito la bufera, anche se in una nota successiva Blatter ha parlato di un "fraintendimento".

Dura la reazione del difensore del Manchester Utd, Rio Ferdinand, fratello di Anton, che si è definito "stupefatto" dalle dichiarazioni di Blatter, aggiungendo poi che "mi sento stupido ad aver pensato che il calcio stesse assumendo un ruolo di primo piano contro il razzismo, a quanto pare è stato in silenzio giusto per un po'". "I suoi commenti sul razzismo sono così accondiscendenti da apparire quasi ridicoli - ha scritto ancora Ferdinand su Twitter - se i tifosi urlano cori razzisti ma stringono le nostre mani è tutto a posto?".

Pesanti anche le parole del presidente dell'associazione calciatori inglese Gordon Taylor secondo il quale le parole di Blatter sono state "insensibili e inappropriate in questo momento". "E' assurdo che Blatter esca e parli in questo modo - ha proseguito Taylor - dal momento che noi abbiamo lavorato duro per ottenere dalla Fifa il tema del 'no al razzismo' all'ordine del giorno. Blatter come minimo deve chiedere scusa, ma se si dimettesse farebbe la cosa migliore", ha concluso Taylor.

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