Stephen Curry: "Sbarco sulla Luna? Un falso". La Nasa replica: "Venga a verificare"

L'agenzia spaziale 'sfida' il campione di basket, invitandolo a visitare il Laboratorio lunare di Houston

La Nasa prende sul serio chi mette in dubbio le sue conquiste spaziali. Come ha fatto l'americano Stephen Curry, uno dei migliori giocatori di basket degli ultimi anni, che dopo aver detto di non credere che degli astronauti abbiano camminato sulla Luna si è visto recapitare un invito a visitare il Laboratorio lunare di Houston. La Nasa e migliaia di fan hanno ascoltato il giocatore dei Golden State Warriors chiacchierare con il compagno di squadra Andre Iguodala e con i giocatori dell'Nba Vince Carter e Kent Bazemore, degli Atlanta Hawks, in un podcast 'Winging It'. Dopo aver discusso dei suoni emessi dai dinosauri, Curry ha cambiato argomento ed è passato alle teorie cospirazioniste sullo sbarco sulla Luna. "Siamo mai stati sulla Luna?", ha chiesto agli altri, che in coro hanno risposto di no. "Verranno a prenderci", ha proseguito il cestista, aggiungendo: "Scusate, non volevo dare il via a complottismi". Quando però gli è stato domandato di chiarire la sua opinione, ha spiegato di non credere che davvero degli astronauti americani siano scesi sulla Luna e vi abbiano camminato. Gli ospiti del podcast hanno anche rievocato varie popolari teorie cospirazioniste, tra cui quella che sostiene il regista Stanley Kubrick abbia inscenato le riprese del primo allunaggio.

La Nasa ha portato esseri umani sulla Luna per sei volte dal 1969 al 1972, facendo sì che 12 astronauti ne calpestassero la superficie. È stata l'unica agenzia spaziale a portarvi una missione pilotata e ora sta lavorando a una nuova spedizione, su richiesta del presidente Donald Trump. E quando i suoi successi vengono messi in dubbio, la Nasa reagisce. "Saremmo molto felici che Curry visitasse il laboratorio lunare al nostro Johnson Space Center in Houston, magari la prossima volta che i Warriors verranno a giocare contro i Rockets", ha dichiarato il portavoce Allard Beutel. Nel centro, ha spiegato, lo scetticismo del 30enne si troverà di fronte a "centinaia di chili di rocce lunari" e "al centro di controllo delle missioni Apollo. Nella sua visita potrà vedere con i suoi occhi ciò che abbiamo fatto 50 anni fa e ciò che facciamo ora per tornare sulla Luna nei prossimi anni, questa volta per restarvi".

Curry ha risposto enigmaticamente all'invito, twittando una emoticon sorridente con gli occhiali da sole. L'agenzia spaziale americana sul proprio sito web risponde alle teorie cospirazioniste con una pagina dedicata, dove scrive: "Anche la Luna ha la sua parte di complotti". L'agenzia spiega che per scardinare tutte le cospirazioni bastano le fotografie in alta risoluzione scattate dai satelliti, dove si vedono le strumentazioni e le orme lasciate dagli americani. Come prova cita anche il fatto che "le missioni Apollo furono tracciate in modo indipendente da Regno Unito e Urss (alleati e nemici), che mandarono poi lettere di congratulazioni": "Come minimo i russi avrebbero parlato di un bluff, se gli allunaggi non fossero davvero avvenuti".

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