Barzagli: Ho pensato di non poter più giocare, lascerò Nazionale dopo Europei

Coverciano (Firenze), 24 mar. (LaPresse) - "E' stato un periodo lungo e difficile, è brutto non giocare e non stare a contatto con i compagni di club oltre che della Nazionale. Un periodo di alti e bassi che per fortuna sembra finito, sono felice di essere di nuovo qui. Ho pensato di non poter più giocare per il dolore che avevo". Il difensore della Juventus e della Nazionale Andrea Barzagli in conferenza stampa dal ritiro di Coverciano ha ricordato il lungo periodo di convalescenza dopo un lungo infortunio prima del rientro in campo avvenuto nella scorsa settimana. "Ho fatto fatica psicologicamente fino a quando non ho ripreso ad allenarmi con i compagni - ha proseguito il giocatore toscano - Mi hanno dato forza mia moglie e i miei figli. Per un periodo mi sono sentito un corpo estraneo, perché non vivi i momenti quotidiani, dall'allenamento all'andare in ritiro, al gioire dopo la partita".

'CONTE? NIENTE DI MEGLIO PER NAZIONALE' - Barzagli ha parlato poi del passaggio da Conte ad Allegri. "E' stato un bello shock iniziale perché è stata una cosa da un giorno all'altro, ripresa benissimo dalla società che ha preso un allenatore in 24 ore - ha ammesso - Se Conte è cambiato da ct? Direi che è rimasto lo stesso. E' un grande lavoratore, un trascinatore, non ci sarebbe stato di meglio per la nazionale". Per il centrale bianconero "l'allenatore nuovo ha portato nuove idee, inoltre il gruppo si è responsabilizzato, ha dato una forte spinta, sia in campionato che in Champions. Dal primo anno di Conte ad oggi questa squadra è cresciuta anto in personalità e responsabilità, e questo si vede". L'ex giocatore del Palermo non ha voluto commentare la sentenza della Cassazione. "Sinceramente non mi riguarda neanche il periodo, non mi va molto di commentare nonostante possa essermi fatto un'idea - ha evidenziato - Riguarda la società vecchia e altri dirigenti, non mi va di sbilanciarmi".

'ADDIO ALL'AZZURRO DOPO GLI EUROPEI' - "L'obiettivo è arrivare agli Europei, poi penso che chiuderò con la Nazionale", ha proseguito Barzagli, che ha le idee chiare su quando dirà addio alla maglia azzurra. "Avrò 35 anni, non ho quel qualcosa in più che hanno Buffon e Pirlo, e poi l'Italia dovrà ringiovanirsi e confido in talenti come Rugani, Romagnoli ed altri - ha proseguito il centrale - Spero venga fuori una nazionale con giocatori che possano crescere, mi auguro che molti giovani convocati ultimamente riescano a fare il salto anche a livello internazionale". Per Barzagli "la Nazionale è una nazionale deve per forza mettere giovani nuovi ogni anno, a volte abusiamo un po' troppo di stranieri non forti e facciamo giocare meno i nostri italiani - ha sottolineato - A questo punto preferisco mettere dentro alcuni giovani che potranno poi crescere".

'ORIUNDI SONO I BENVENUTI' - "Ci sono delle regole, se i giocatori sono convocabili si possono convocare. Se vengono chiamati è perché stanno facendo bene in campionato e possono indossare la maglia della nazionale. Non vedo polemiche", ha sottolineato Barzagli affrontando il tema degli oriundi. "Sono sempre stati convocati, non lo facciamo solo noi in Italia - ha proseguito il centrale toscano - Sono i benvenuti se daranno anche una mano alla nostra nazionale".

'IO A POSTO PER ESSERE CONVOCATO' - Riguardo le proprie convidizioni, "egoisticamente un giocatore vorrebbe sempre buttarsi dentro e giocare, lui (Allegri, ndr) ha deciso così. Quando c'è stato il momento giusto per mettermi mi ha messo, ho giocato tre partite di fila, si spiega così la convocazione in Nazionale. Mi sembra di essere a posto per poter essere convocato", ha spiegato Barzagli, che ha voluto dissipare ogni dubbio legato alla sua convocazione in azzurro. "Prima di giocare anche solo i due minuti con il Sassuolo sono stato a disposizione, sono andato anche in panchina, però facevo allenamenti extra perché avevo bisogno di una preparazione - ha sottolineato il centrale toscano - Non ero al 100%. Ho avuto molti alti e bassi in allenamento, l'allenatore forse pensava che non fossi ancora pronto".

'CAMPIONATO FALSATO? ESAGERAZIONE' - Barzagli ha parlato anche dei 'malanni' del nostro campionato, a cominciare dalle polemiche dell'ultimo turno da parte del Napoli. "Non mi sento di commentare quello che è successo, non riguarda la mia società - ha evidenziato - Però da qui a dire che il campionato è falsato la vedo molto esagerata come cosa. Il confronto giocatori-tifosi? Mediare a volte ci può stare, sicuramente non bisogna spingersi troppo in là ed essere troppo eccessivi, si parla sempre di una partita di calcio, però un confronto ci può stare, credo sia normale". Barzagli ha parlato poi dei giovani Rugani e Romagnoli, protagonisti di una buona stagione ma ancora non convocati in nazionale maggiore. "Esistono delle gerarchie, siamo tre difensori che giocano nella Juve (lui, Chiellini e Bonucci, ndr), siamo primi in classifica e credo che siamo importanti sia per il club che per la Nazionale - ha ammesso - Mi auguro che diventino pronti il prima possibile, sia Rugani che Romagnoli hanno tutto per avere un futuro in nazionale. Per entrambi è il primo anno completo in Serie A, si faranno le ossa in Under 21 che è sempre importante e già nel prossimo anno potranno entrare nel giro definitivo della nazionale".

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