Balotelli: Non ho ancora vinto il Pallone d'Oro per colpa mia

Milano, 16 mar. (LaPresse) - "Perché non ho ancora vinto il Pallone d'Oro? Colpa mia". Così risponde Mario Balotelli intervistato da 'Le Iene' di Italia 1. "Quante storie si inventano su di me? Tante, troppe", spiega l'attaccante del Milan, dicendo di sentirsi usato da "quasi tutti". Balotelli nega poi di aver commesso alcune bravate che gli sono state attribuite: "È vero che ho incendiato la casa con i botti? No. Se sono venuto alle mani con i tifosi del Manchester United? No". Ma risponde "vero" quando gli si chiede se è vero che ha tirato le freccette ai ragazzi delle giovanili del City e se davvero abbia ordinato una statua di bronzo da mettersi in casa. Capitolo multe: alle società, spiega l'attaccante del Milan, non ho pagato "quasi niente. L'unica multa vera che ho preso è stato quando abbiamo vinto il campionato con il Manchester e io sono venuto in Italia invece di festeggiare con la squadra".

"Quante macchine ho distrutto? Zero, mi sono venuti addosso due volte", chiarisce Balotelli che parla poi del suo rapporto con Roberto Mancini. Il giocatore dice di sentirlo "raramente" e chiarisce sulla famosa discussione avuta in allenamento: "Avevo fatto un fallo e si era arrabbiato, ma niente di che. Se ci siamo riappacificati? Sì". Specificando la sua ammirazione per "Messi, Ronaldo e Ibrahimovic", che reputa più forti di lui, SuperMario traccia un confronto tra Mancini e Mourinho quando gli si chiede chi preferisca tra i due: "A livello umano Mancini, a livello calcistico Mourinho", risponde Balotelli. Con il portoghese, spiega, "abbiamo fatto tante litigate in campo, però mi ricordo anche bei momenti, di gioia, in cui ridevamo. E comunque come allenatore in campo mi ricordo tanti momenti in cui si lavorava e si giocava a grandi ritmi e a grande intensità, perché era quello che voleva lui". E chiarisce in merito ai trascorsi con Materazzi: "Marco mi è sempre stato vicino. Non sono mai successe le cose gravi che sono state dette", dice l'attaccante.

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