Arriva dream team per Pellegrini e Magnini, obiettivo vincere subito

Roma, 2 set. (LaPresse) - Sta nascendo un 'dream team' attorno alla coppia d'oro dello sport italiano Federica Pellegrini-Filippo Magnini. Passata la delusione per le Olimpiadi i due sono al centro di trattative tra i principali club italiani. Un annuncio è atteso a breve, e sarà una rivoluzione tecnica e di management storica. I nomi e i soldi che girano intorno alla coppia sono tanti. Il 'dream team' sta prendendo forma tra Sardegna, Roma e Verona. Una scossa tale da rimescolare le carte anche ai vertici della federazione, usciti con le ossa rotte da Londra 2012: perché senza vittorie il movimento non cresce.

L'allenatore. Un nome di primo piano, disponibile ad allenare la coppia c'è. "Da subito. Perché Federica può vincere l'oro già ai mondiali 2013 di Barcellona: quest'anno ha lavorato tantissimo, anche se ai Giochi non si è poi visto. Bisogna mettere solo a posto i problemi tecnici e psicologici. E' ancora una campionessa". Corrado Rosso, uno dei tecnici della nazionale di nuoto dal 1994 e fino ad agosto coach della Nuoto Livorno, non si fa spaventare da gossip e interviste. Nell'ambiente, ed è una descrizione che piace anche a lui, viene definito come un incrocio tra Alberto Castagnetti, allenatore papà della prima Pellegrini a Verona, e il 'duro' coach francese Philippe Lucas che l'ha portata agli ultimi successi.

"So cosa fare, ma non conosco la disponibilità di Federica: 50%, 70% o 100%? Alla fine bisogna arrivare comunque al 100% - spiega Rosso - ma bisogna convincerla con i fatti. Bisogna lavorare con lei tutti i giorni, vederla in vasca. Darle certezze". Di mezzo però c'è l'anno sabbatico che la Pellegrini vuole prendersi. "Sarebbe un errore gravissimo: i casi di Alessia Filippi, Laure Manaudou e Ian Thorpe lo dimostrano - spiega Rosso - perdi la sensibilità e l'abitudine alle gare, che è fondamentale anche per chi ha vinto le Olimpiadi".

Il resto del team. Un altro nome che si fa molto per un ruolo manageriale nel 'dream team' Pellegrini-Magnini è quello di Emiliano Brembilla, plurimedagliato azzurro appena ritiratosi dalle gare e diventato papà a fine luglio. "Federica mi chiede sempre come sta Margherita - spiega Brembilla - non vede l'ora di conoscerla quando tornerà qui a Verona". Brembilla ha già deciso che non lascerà il mondo del nuoto, allenare non gli interessa per ora ("Se vado a bordo piscina mi tuffo, non resisto") e sembra invece più interessato ad un ruolo manageriale.

"A Federica serve un allenatore di esperienza, e una piscina tutta per sé dove possa nuotare quando vuole. A Verona c'è, a Roma invece doveva allenarsi insieme agli altri", spiega Brembilla che ha una sua teoria precisa per spiegare il flop olimpico: "Non è colpa del c.t. Claudio Rossetto, ma direi che la programmazione è stata presa alla leggera e si sono fatti troppi ritiri poco mirati". Quindi che si fa? "Federica non deve fermarsi, deve continuare ad allenarsi e a gareggiare, magari per un anno solo nelle staffette". Brembilla su Corrado Rosso ha parole di stima: "E' un nome che va molto bene, certo il gossip su Pellegrini-Magnini in Italia mette molta pressione, forse sarebbe meglio uno straniero. Lucas sarebbe l'ideale, ma è uno che ti fa nuotare 18 km al giorno, Fede e Pippo ne hanno voglia?". Quindi? "Troverei giusto come allenatore anche Massimiliano Rosolino, che so che vuole nuotare ancora ma possiede il carattere giusto e le conoscenze tecniche sufficienti per allenarli".

Il club e la sede di allenamento. Roma proprio no, anche se a Roma c'è il Circolo canottieri Aniene che è il club di Federica. Il club è infatti disponibile a lasciare grande libertà a Federica. La Larus di Cosimo D'Ambrosio e Rossetto ha invece scaricato Magnini, che quindi cerca casa. L'ipotesi di andare all'estero resta valida, ma anche stare a casa della Pellegrini a Verona, magari con uno staff dedicato, alletta il due volte campione del mondo. In Federazione la creazione di questo 'dream team' viene seguita con attenzione e qualche timore.

Le elezioni per la presidenza del Coni del 2013 per cui si è candidato Giovanni Malagò, uno degli attori del progetto essendo presidente dell'Aniene, mettono infatti pressione sul consigliere federale Cosimo D'Ambrosio e sul presidente Paolo Barelli. I due sono già sotto accusa per non aver degnamente rimpinzato l'ultimo medagliere olimpico di Gianni Petrucci, lo stesso dell'altro candidato alla presidenza del Coni, Raffaele Pagnozzi.

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