Antidoping, Gallitelli: In Nado vigerà il rigore assoluto

Roma, 17 set. (LaPresse) - "Impererà il rigore assoluto". Così il Generale di Corpo d'Armata, Leonardo Gallitelli, capo della nuova struttura antidoping Nado-Italia presentatosi oggi ai media nel corso di una conferenza stampa presso la Sala Giunta del Coni. "Assumo incarico dopo 47 anni di Arma e come carabiniere - aggiunge - ho contrastato tutti i fattori inquinanti della società civile, dalla mafia alla corruzione". "Il doping - dice ancora - è un fattore inquinante dello sport. Un mondo al quale tutti guardiamo e nel quale cerchiamo immagini di pulizia e lealtà. Questo fattore scellerato va ad incidere pesantemente sulla sua immagine".

SCHWAZER? DOLOROSO ANCHE PER ME. "Il caso Schwazer? Fatemi vedere prima cosa c'è attorno a questo caso che ha portato dolore anche alla mia persona". Così il Generale di Corpo d'Armata, Leonardo Gallitelli, capo della nuova struttura antidoping Nado-Italia parlando con i media nel corso di una conferenza stampa presso la Sala Giunta del Coni. Gallitelli si riferisce al fatto che anche il marciatore altoatesino fosse membro dei Carabinieri.

MALAGO': SALTO AVANTI. "Da Coni-Nado si passa a Nado-Italia Questo è l'ultimo tassello di un percorso nato pochi mesi fa in un incontro fatto nel mio ufficio con il Generale Cosimo Piccinno (scomparso lo scorso giugno, ndr). Ho sempre detto di aprire ai Nas cassetti e scrivanie. L'organizzazione che per antonomasia ha maggiore credibilità nazionale ed internazionale visti anche gli accreditamenti ufficiale che gli sono stati dati dalla Wada". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in conferenza stampa al Foro Italico presentando il responsabile della neonata struttura antidoping, Generale di Corpo d'Armata, Leonardo Gallitelli. Una figura che, a dire del presidente del Comitato Olimpico: "farà compiere un enorme salto in avanti al nostro mondo ed a questa struttura".

Quella di Gallitelli "è una scelta che doveva ed ha avuto l'avvallo del governo e del ministero del Salute - spiega - quando ho fatto il suo nome al premier Renzi all'interno di una lista di tre mi ha detto immediatamente che voleva fosse Gallitelli per la grande stima e lo stesso ha fatto il ministro Beatrice Lorenzin". Malagò infine parla anche della 'black list' della Wada dove sono stati inseriti 61 fra preparatori, medici, dirigenti e consulenti italiani. "Abbiamo il triste o felice primato di soggetti italiani in questa lista - argomenta Malagò - dico così perché bisogna capire se trovare una persona dopata è un demerito del sistema che la persona si è dopata oppure è un merito del sistema che invece l'ha trovata?".

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