Ancelotti: Dopo Real senza energie, no a Nazionale

Milano, 7 ott. (LaPresse) - "Quando ha saputo che non sarei rimasto a Madrid, Galliani è venuto a sondare il terreno. Si è presentato con tutto il suo affetto nei miei confronti ma io gli ho detto subito: no grazie. Dopo due anni al Real ero senza energie. Il Real è molto dispendioso". In un'intervista rilasciata al 'Corriere della Sera' Carlo Ancelotti ha parlato del tentativo da parte del Milan di riportarlo sulla panchina rossonera al termine della scorsa stagione. "Se mi hanno offerto la luna? Quale luna? Di soldi non abbiamo nemmeno parlato. Comunque fosse stato un altro momento sarei tornato - ha ammesso l'allenatore di Reggiolo - Cosa non funziona al Milan? A occhio e croce quello che manca, come diceva il vecchio e saggio presidente del Catania Massimino, è l'amalgama. Ma non bisogna perdere fiducia, bisogna insistere. Al Milan sta capitando quello che è successo alla Juve che dopo essere arrivata alla finale di Champions naviga in retrovia. Bisogna dare tempo agli allenatori".

Ancelotti ha poi difeso l'ad rossonero Adriano Galliani, contestato dalla tifoseria del Milan dopo il pesante ko interno contro il Napoli di domenica scorsa. "La gente ha la memoria corta. Contestare Galliani al Milan è come contestare la Madonna. Per me resta il dirigente più bravo in Italia - ha sottolineato l'ex tecnico di Psg e Real Madrid - Come si spiega la partenza difficile della Juve? Con il fatto che sono partiti tre giocatori importanti come Pirlo, Tevez e Vidal e che i nuovi si devono inserire". Parlando del campionato di Serie A, Ancelotti ha definito la Fiorentina come "vera sorpresa", aggiungendo che "a Firenze sono stati bravi a puntare su Paulo Sousa per sostituire Montella". In pole per lo scudetto però c'è la Roma. "Credo sia quella con più credenziali - ha sottolineato - L'Inter ha cambiato molto mentre il Napoli con il nuovo allenatore ha modificato lo stile di gioco. Comunque ora c'è incertezza". In chiusura una battuta sul proprio futuro. "La mia idea resta quella di stare fermo un anno - ha concluso - Quello che so per certo è che allenerò una squadra di club. Niente Nazionale? Non è ancora il momento".

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