Ancelotti boccia moviola in campo: Ce ne è già troppa fuori. A Madrid sognano la Decima

Roma, 31 mar. (LaPresse) - "Le difficoltà del Milan sono legate ad investimenti che non ha più potuto fare come nel passato seguendo il clima di austerity italiano. Dopo diventa difficile rimanere competitivi se non puoi investire". Lo dice il tecnico del Real Madrid, Carlo Ancelotti, ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport'. "Mi pare che ora le cose stiano migliorando in questo anno di transizione - spiega - auguro il meglio a Seedorf. Ha la conoscenza, la capacità e la personalità per fare l'allenatore. Manca di esperienza ma era così pure per me all'inizio. L'importante è avere entusiasmo e voglia di fare".

Il discorso si sposta poi sul campionato italiano e sulla Juve: "Non credo che i suoi risultati in Europa siano legati al campionato - argomenta - penso il problema sia di qualità rispetto alle squadre estere". Ieri i bianconeri sono caduti contro il Napoli di Callejon: "Non era titolare al Real ma comunque un giocatore importante". Per il tecnico di Reggiolo, che fa i complimenti alla Roma per il progetto del nuovo stadio, le prime tre posizioni della Serie A sono già assegnate con Juve, Roma e Napoli in serie. Infine una battuta sull'ipotesi moviola in campo: "Per carità - conclude - già ne esiste troppa fuori".

"In questo momento siamo terzi un po' staccati (3 punti, ndr) abbiamo avuto due battute d'arresto dopo essere stati primi a lungo - aggiunge Ancelotti - Anche il campionato resta un obiettivo comunque vincere la 'Decima' Champions League è il sogno un po' di tutti qui a Madrid". "In questo il campionato spagnolo è molto interessante perché a prescindere dalle prime tre ci sono altre squadre che in campionato sono competitive", dice. "Se questo Real è la squadra da me più forte allenata? Ha unarosa molto completa con grandi campioni e giovani del settore giovanile molto completa". L'allenatore parla poi di Cristiano Ronaldo: "Allenarlo è la cosa più facile del mondo - spiega - ha grande serietà e personalità. Ha capito che nel calcio di oggi il talento non ti permette da solo di stare ai massimi livelli per tanti anni". Infine una battuta sul discorso dei fatturati e delle spese di alcune proprietà. "Laciamoli ai presidenti - conclude - io faccio l'allenatore non il commercialista".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata