Alvaro Pereira: Inter sono pronto, un sogno essere qui

Milano, 31 ago. (LaPresse) - "Un club fantastico, ecco che cos'è l'Inter. Ma non solo per me, lo è per qualsiasi giocatore". Così Alvaro Pereira nel giorno della sua presentazione come nuovo giocatore dell'Inter. "È il sogno di qualunque giocatore essere qui. Il mio si è compiuto - prosegue l'uruguaiano -. Vorrei ringraziare il Porto per i tre anni fantastici trascorsi lì, per me il Porto è stato come una seconda famiglia, ma anche qui ho subito percepito un grande affetto che ripagherò in campo. So tutto di questo club, della sua storia e del suo presente, ora stiamo vivendo un processo di cambiamento ma il progetto è ambizioso e i giocatori sono di qualità. Vogliamo dimostrare la nostra mentalità vincente nel lungo cammino che ci attende. Ci vogliamo togliere delle grandi soddisfazioni". Pereira sulle spalle avrà il numero 31, "un numero molto speciale per me, ha un significato familiare, per questo l'ho scelto".

Durante la conferenza si parla poi del ruolo in campo dell'acquisto nerazzurro: "Giocherò dove c'è bisogno (sorride, ndr), mi adatterò alle esigenze della squadra. Fondamentalmente sono un giocatore di fascia sinistra, posso giocare da laterale di difesa, da centrocampista, anche interno. Nell'Argentinos Junior per esempio, nel 2007-2008, giocavo da ala sinistra, da centrocampista, e in quella stagione sono addirittura andato a segno 11 volte. Ma non è molto importante il fatto di segnare, l'importante è aiutare la squadra. Se mi sento pronto? Se sento la pressione addosso? Non sento la pressione, mi sento pronto. La pressione ce l'ha chi si alza alle 6 della mattina per sfamare la famiglia. E in generale non sono una persona cui piace parlare molto, preferisco far parlare il campo".

A Pereira viene quindi chiesto un commento su Maicon prima e su Nagatomo poi: "È un giocatore eccellente, che ha dato tantissimo a questo club. Ma io sono Alvaro Pereira, sono un altro giocatore, non credo che sia giusto fare dei paragoni, posso solo dire che difenderò questi colori con le mie caratteristiche e con le mie capacità. Nagatomo per il poco che l'ho conosciuto mi è sembrato una persona davvero fantastica, è bello conoscere persone di un altro paese e di un'altra cultura. Lui è versatile, può giocare sia a sinistra sia a destra, è un elemento di grande qualità. Siamo diversi anche se ci accomuna il fatto di essere molto veloci, ognuno darà il suo contributo". Il giocatore uruguaiano racconta poi del suo sì nerazzurro: "Il Porto ha trattato con l'Inter e mi è quindi stato chiesto se il club nerazzurro fosse destinazione gradita: non ho avuto dubbi, 'sì, certo', ho risposto in un secondo".

Inevitabile un cenno ai giocatori uruguaiani che in passato hanno vestito il nerazzurro: "Conosco Alvaro Recoba, sono cresciuto seguendo le sue partite, così come anche quelle di Ruben Sosa. Ho parlato con loro, così come anche con Diego Forlan, che mi ha fatto i complimenti, mi ha detto che arrivavo in un club e in una città fantastici, di godere di questa occasione. È un grande professionista, un amico e una persona straordinaria. Per via dei tanti cambiamenti all'Inter e di alcuni infortuni non ha però potuto esprimersi al meglio. Qual è il mio giocatore di riferimento? Ho sempre ammirato Roberto Carlos, poi però crescendo ognuno diventa quello che è e io sono Alvaro Pereira". Alvaro Pereira il nome, 'El Palito' il soprannome, ecco il perché: "Quando ero piccolo ero molto magro, ma non è questo il solo motivo. Un giorno a mio fratello uscì anziché Alvarito Alpalito, da quel momento questo soprannome hanno cominciato a utilizzarlo anche i miei amici e io ci sono affezionato". Ora lo usano anche i suoi nuovi compagni, quelli di cui parla già con affetto durante la presentazione: "Prima di arrivare ho parlato molto con Fredy, con Pupi, con Walter Gargano, un po' con tutti, mi piace la condivisione con i compagni, con loro lotterò e soffrirò. Sono orgoglioso di stare qui, club di cui conosco davvero tutto".

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