Allegri: Juventus deve fare salto importante in Europa, arrabbiati per ko in Supercoppa

Torino, 25 dic. (LaPresse) - "Credo che la squadra abbia delle qualità importanti, lo dico spesso ai ragazzi e ai giocatori. Bisogna acquisire ancora più consapevolezza dei propri mezzi, credo che la Juventus debba fare un salto importante in Europa". Il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri in un'intervista ai microfoni di Sky Sport concessa il giorno di Natale vuole alzare l'asticella in vista del 2015 soprattutto in Champions League. "E' giusto avere l'obiettivo di vincere il campionato, la Supercoppa e la Coppa Italia, ma credo che il salto più importante vada fatto in Europa, indipendentemente dalla forza dagli avversari - ha proseguito l'allenatore bianconero - che possono essere le prime quattro squadre quest'anno, Real Madrid, Bayern Monaco, Chelsea e Barcellona, a parte queste bisogna avere la consapevolezza di essere forti e di poter andare avanti. E' troppo riduttivo avere una Juventus che si accontenta di arrivare agli ottavi di Champions e di vincere il campionato". Tornando sulla Supercoppa persa a Doha con il Napoli, Allegri ha ammesso che "siamo molto arrabbiati e delusi per la mancata vittoria". "A parte gli ultimi cinque minuti dopo il vantaggio del 2-1 credo che abbiamo fatto una buona partita contro un buon Napoli - ha evidenziato - Credo che da quella gara sia venuto fuori che il calcio italiano è sempre un calcio di buon livello, le due squadre si sono affrontate giocando una buona partita sotto l'aspetto tecnico e offrendo un buono spettacolo".

Passando alla Serie A, Allegri ormai vede uno scontro a due con la Roma. "Sarà un duello tra noi e la Roma, le altre sono 12 punti dietro e sono molti, sono quattro partite che noi e loro dovremmo perdere e le altre sempre vincere - ha evidenziato - Lo scontro diretto? Mancano ancora molte partite, ci sono 8 partite prima di arrivare alla gara di lunedì a Roma, se arriveremo lì attaccati può diventare quasi decisiva, non decisiva perché manca tanto". Riguardo l'utilizzo della tecnologia nel calcio il tecnico della Juventus ha detto che "ridurre tutto alla moviola credo sia sbagliato, sono d'accordo per l'uso della tecnologia ma su dati oggettivi, non soggettivi".

Allegri ha poi ripercorso i passi che l'hanno portato a Torino. "Mi hanno catapultato nel mondo Juve da un'ora all'altra, non è stata una scelta difficile - ha sottolineato - Dire no alla Juve sarebbe stato da pazzi, ma è una sfida che mi affascinava. Ho trovato un gruppo di ragazzi desiderosi di vincere, c'è stato subito un feeling nel voler raggiungere e andare a migliorare i risultati di questi tre anni, e per farlo bisogna per forza fare meglio in Europa". L'ex allenatore del Milan ha poi parlato della sessione invernale di mercato. "La società sa cosa serve per migliorare, non è facile a gennaio, a livello numerico ci vorrà un difensore. Montoya? E' un buon terzino con tecnica, gioca nel Barcellona, ma ci sono anche altri giocatori. Valuteremo se andare a prendere un terzino o un centrale".

Allegri si è anche soffermato sul rapporto con Andrea Pirlo, tornato alla ribalta dopo la sostituzione in Supercoppa. "Purtroppo con Andrea qualcuno vuole sempre mettere zizzania, ma non c'è alcun problema, io devo cercare di gestirlo - ha sottolineato l'ex tecnico del Milan - E' inutile nascondersi dietro cose che non esistono, Andrea ha 35 anni, per me dovrebbe giocare tutte le partite ma mi devo confrontare con quella che è l'età, per averlo al meglio in certe partite e certi contesti bisogna che lo gestisca, ma ho parlato con lui e siamo d'accordo. Marchisio? E' un giocatore intelligente e che dà equilibrio a centrocampo, non lo scopro certo io, credo sia uno dei centrocampisti italiano più bravi che abbiamo in circolazione". Allegri ha parlato anche del capitano Gianluigi Buffon. "E' stata una scoperta non piacevole, di più - ha ammesso - E' un ragazzo straordinario e credo che quando smetterà di fare il portiere della Juventus trovare uno che sia non dico all'altezza ma che prenda il suo posto non sarà semplice".

In chiusura l'allenatore della Juventus ha parlato del rapporto con la Nazionale, a cominciare da quello con Antonio Conte. "Ho avuto rapporti di collaborazione con Prandelli, non vedo perché non li debba avere con Conte - ha proseguito Allegri - Nazionale e club devono andare d'accordo, anche perché vanno di pari passo". In merito alla questione degli stage richiesti dal ct azzurro, l'allenatore toscano ha ricordato che "ne abbiamo già parlato, ci sono delle date Fifa - ha evidenziato - Nessuno si mette di traverso se a fine campionato visto che c'è l'Europeo da giocare, le partite di qualificazione, le società non daranno i giocatori dopo la fine del cmapionato. Se poi c'è la possibilità di accorciare il campionato di una settimana per far sì che la Nazionale possa avere tutti i giocatori una settimana prima, credo che questa sia una cosa normale e risolvibile". Infine, una battuta sul proprio futuro. "Spero che il rapporto con la Juve duri il più a lungo possibile per scrivere pagini importanti nella storia del club - ha sottolineato Allegri - Dopo aver allenato 4 anni il Milane e spero molti anni la Juventus non mi rimane altro che allenare la Nazionale, che è il sogno di ogni allenatore, o fare un'esperienza all'estero".

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