Abete: Per scudetto Juve ho fatto complimenti ad Agnelli

Milano, 6 mag. (LaPresse) - "Quello della Juve è stato un campionato vincente, non solo per il risultato finale, ma anche per il percorso. E' stato un campionato convincente in termini di gioco espresso, di altissima qualità, ma bisogna sottolineare anche gli ottimi risultati raggiunti a livello europeo. In Champions League, infatti, la corsa della Juve si è fermata solo contro il Bayern Monaco, una grande squadra che si è confermata tale dando successivamente sette gol al Barcellona". Lo ha detto al suo arrivo in Lega Calcio, il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, per partecipare alla prima riunione della Fondazione per la mutualità, il presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, Giancarlo Abete. "Un grande scudetto per la Juve - ha aggiunto Abete - quindi grandi complimenti al presidente Agnelli, alla dirigenza, ai giocatori e al tecnico".

"Trentuno scudetti? Comprendo perfettamente le logiche dialettiche legate al ruolo dei media e a una posizione chiarissima e nota fin dall'anno passato, ma la Federazione ha già chiarito la sua posizione in merito - ha sottolineato Abete - Voglio solo dire che ieri ho chiamato il presidente Agnelli per fargli i complimenti e per dirgli un 'in bocca al lupo' in vista della partecipazione alla prossima competizione europea, perché la competitività del calcio italiano a livello internazionale cresca. E' una necessità che abbiamo con la Juve e con le altre società che parteciperanno a Champions ed Europa League", ha concluso il presidente della Figc.

"Come dirigenti sportivi dobbiamo migliorare la competitività del sistema italiano pero' il nostro Paese rimane comunque al quarto posto nel ranking della Uefa, siamo i quinti come numero di spettatori medi negli stati, compresi Brasile, Argentina, Giappone e Cina", ha sottolineato Abete a margine di un incontro della Federazione per la Mutualità nella sede della Lega Calcio a Milano. "Abbiamo delle posizioni importanti e tutti noi lavoriamo perché migliorino - ha proseguito - ma e' difficile farlo se non migliora il sistema paese e senza infrastrutture idonee. Quello degli stadi, come ha ricordato anche il presidente Enrico Letta, e' una priorità perché senza infrastrutture adeguate non possiamo risultare competitivi".

Abete ha ricordato che "il calcio italiano si inserisce nel contesto del paese Italia. Gli imprenditori italiani che investono nel calcio si inseriscono in un contesto di un Paese che è in grande difficoltà. Oggi abbiamo un un sistema aperto e economie più competitive come quella tedesca e ci sono Paesi come l'Inghilterra che da sempre sono più competitivi a livello internazionale. Manteniamo comunque una posizione di grande prestigio nel ranking internazionale. La realtà italiana - ha concluso - rimane importante e più competitiva rispetto al sistema paese".

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