A Totti il Premio Facchetti: Roma la mia vita, riportare le famiglie allo stadio

Milano, 17 nov. (LaPresse) - Francesco Totti è stato premiato questa mattina con il Premio Facchetti nella redazione della Gazzetta dello Sport a Milano. Intervistato dal vicedirettore della Rosea Andrea De Caro, il capitano giallorosso ha parlato oltre della sua pluriventennale carriera anche del momento della Roma e della rincorsa alla Juve in campionato. "E' una gratificazione ricevere questo premio, vuol dire che qualcosa di buono in campo l'ho fatto. Gratifca più la persona che il giocatore", ha esordito Totti. "Venti anni con la Roma, ho dato ma anche ricevuto molto. C'è stato sempre amore e passione, ho sempre voluto indossare un'unica maglia e ci sono riuscito", ha detto Totti.

"Questa squadra è l'unico amore che ho, la porterò fino in fondo", ha ribadito. "L'ultimo sogno che mi è rimasto è vincere la Champions League", ha rivelato Totti. "Il giorno di Roma-Parma è stato il giorno in cui veramente ho sentito il cuore battere più forte del previsto", ha raccontato ancora Totti. Per quanto riguarda la rincorsa scudetto, Totti conclude: "Spero sia l'anno giusto, lo spero io, la città e la squadra. Questa squadrta merita grandi palcoscenici e grandi vittorie, hanno una passione nei nostri confronti differente da tutti gli altri".

"Dobbiamo riportare le famiglie allo stadio soprattutto i bambini. Il calcio deve essere un divertimento. I miei bambini ogni tanto dicono 'ho paura non vengo'. Purtroppo è la verità"., ha detto ancora Totti parlando a margine del premio Facchetti alla Gazzetta dello Sport. "Tifare Lazio domenica contro la Juve? Bella lotta. Chiudo gli occhi e quel che succede succede", ha detto il capitano della Roma. "Io alla Lazio? Là non se pò", ha scherzato poi il capitano giallorosso. "Mi sarebbe piaciuto vincere molto di più in carriera, ma é stato meglio essere diventato il simbolo della Roma", ha concluso.

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