Dalla 16enne Kelly Doualla alla 15enne Alessandra Mao: chi sono le stelle nascenti dello sport italiano

Dalla 16enne Kelly Doualla alla 15enne Alessandra Mao: chi sono le stelle nascenti dello sport italiano
Kelly Ann Doualla e Alessandra Mao

La centometrista ha appena vinto la prima medaglia femminile italiana ai mondiali U20

 Corre velocissima nel futuro. Anzi il suo sembra essere solo il primo autentico capitolo di una storia meravigliosa che coinvolge e trascina una intera generazione di campioncini troppo spesso sottovalutata e incompresa. Kelly Doualla a 16 anni si prende un bronzo iridato ai Mondiali U20 di Eugene (Oregon) salendo sul podio contro atlete di due anni più grandi: si tratta della prima medaglia di sempre per una velocista italiana a una rassegna iridata nei 100 metri. A rompere il tabù ci pensa una ragazza gioiosa e sorridente, classe 2009, nata a Pavia da genitori originari del Camerun, cresciuta a Sant’Angelo Lodigiano e avvicinatasi all’atletica durante gli anni delle scuole elementari, dopo aver praticato anche nuoto e tennis. A 11 anni la svolta per immaginarla subito come una predestinata figlia del vento. ‘Kellyssima’ come ormai viene soprannominata, a Eugene si è piazzata terza con 11″27 (-0.1) alle spalle della statunitense Mia Maxwell (11″14) e della giamaicana Shanoya Douglas (11″17) mostrando una potenza e fluidità di corsa che ha stupito la platea statunitense. E’ lei il ritratto di una nuova ondata di teenager made in Italy per i quali il risultato senza benessere mentale non è nulla.

In vasca le imprese di Alessandra Mao e Sara Curtis

La sua impresa sulla ‘Hayward Field’ di Eugene potrebbe fare da apripista ad un’altra giovanissima azzurra in cerca di gloria internazionale come la nuotatrice Alessandra Mao, 15 anni veneziana del Lido ma cresciuta sportivamente tra Preganziol e Mogliano Veneto, nuova promessa dell’Italnuoto impegnata tra qualche giorno agli Europei di Parigi dove si presenta con le sei medaglie conquistate alla rassegna continentale juniores e il record italiano di categoria dei 100 sl strappato ad una certa Federica Pellegrini dopo 22 anni. In confronto Sara Curtis, primatista europea nei 50 metri dorso, con il crono di 27″07 e prima italiana a scendere sotto i 53 secondi nei 100 metri stile libero (abbassando il record nazionale a 52″69), è una ‘veterana’ a soli 19 anni. La sprinter Doualla in due anni è stata capace di riscrivere le liste continentali e italiane giovanili (il personale a 11″14 è record europeo U18 e limite italiano U18 e U20 nonché secondo crono italiano all time dietro Zaynab Dosso) e di centrare un autentico ‘forziere’ di medaglie, già impreziosito dagli ori europei U20 di 100 e 4×100 (2025), dal titolo continentale U18 di Rieti 2026 (con bronzo nella staffetta 100+200+300+400) e dal doppio oro (100 e staffetta 100+200+300+400) all’Eyof 2025. Ora la prima medaglia mondiale, in un contesto che profuma di storia dell’atletica come Eugene.

Doualla: “Ho combattuto contro la Kelly ansiosa”

“Devo ammettere che prima della gara c’era tanta ansia, non soltanto oggi: Walter e Marco (coach Monti e il ‘fisio’ Tabone, ndr) si sono dovuti sopportare una Kelly ansiosa che non vedevano da tanto, che non vedevo nemmeno io da tanto, da prima di Rieti. Una volta arrivati sui blocchi ho deciso di combattere questa Kelly e mandarla via“, ha dichiarato la sprinter azzurra che ha svelato come la vittoria si costruisca soprattutto con la testa, provando a renderla sgombra da ostacoli e impedimenti emotivi. “All’arrivo pensavo che avesse vinto quell’altra Kelly, invece no: i timori si sono dissolti quando mi sono vista terza e credo si sia visto dall’urlo dopo aver scoperto che ero medaglia. Una bella partenza? Sono abituata a standard migliori, però non mi posso lamentare”, ha aggiunto. L’abbraccio ai compagni dopo la gara è stato per lei un ringraziamento enorme per tutti loro “perché sono stati eccezionali, mi hanno supportata fin dall’inizio, batteria, semifinali, durante il riscaldamento, hanno seguito la finale”. E anche nell’ultimo atto l’hanno aspettata fino a quando si è detta pronta per entrare in pista, attendendo più di mezz’ora. ‘Kellyssima’ ha parlato anche della sua estate e delle due imprese d’oro (Rieti) e di bronzo (Eugene) e di quello che la attende: “Non c’è una sola parola che le lega, ma un concetto: forza interiore”. Quella fornita da una generazione di giovanissimi vincenti, dalla corsa al nuoto. 

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