Caso ginnastica, Emanuela Maccarani rinviata a giudizio

Caso ginnastica, Emanuela Maccarani rinviata a giudizio

L’accusa è maltrattamenti

Emanuela Maccarani, ex direttore tecnico della Nazionale di ginnastica ritmica, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla presenza di minori. La decisione è stata presa oggi dal Gup di Monza, Silvia Pansini. Il dibattimento inizierà il 10 febbraio prossimo. La donna è accusata di aver maltrattato alcune ginnaste della nazionale azzurra, le cosiddette ‘Farfalle’, fino ad arrivare ad abusi psicologici, in particolare nella sfera del cibo e delle bevande e sul controllo del peso.

Maccarani: “Dibattimento può far emergere contraddizioni”

“Per come è configurato questo reato ci sono voluti tre anni per rimandare da un Pm a un Gip e ancora avanti questa situazione”. Così a LaPresse Emanuela Maccarani ex dt della Nazionale di ginnastica ritmica. “Sempre per come è configurato questo reato dal punto di vista giuridico – ha aggiunto – le memorie difensive non sono state prese in considerazione. Per cui l’unica soluzione era andare a dibattimento, dove forse (finalmente) queste contraddizioni, che sono largamente state spiegate durante questi procedimenti, verranno prese in considerazione”.

“Atlete hanno lavorato per Giochi con fardello addosso”

“Per una configurazione, diciamo, errata alcune ginnaste sono considerate persone offese, per cui si sono presentate, consegnando delle memorie perché è esattamente il contrario”. Così a LaPresse Emanuela Maccarani, parlando delle ginnaste che nell’udienza preliminare si sono schierate con lei. “Ovviamente mi ha fatto piacere – ha aggiunto – queste ginnaste hanno lavorato, si sono concentrate a dismisura per poter affrontare le Olimpiadi di Parigi con un fardello così pesante addosso, quello di sentirsi accusate di essere assoggettate alla mia volontà pur di riuscire ad arrivare a una medaglia“.

Legale Maccarani: “Fiduciosa che verrà fuori la verità”

“Emanuela Maccarani contava che già in questa sede, con tutti gli elementi che sono stati portati dalle sue difese, si potesse prendere una decisione diversa. Combatterà fino alla fine per provare la sua innocenza ai fatti contestati ed è fiduciosa che, forse proprio in dibattimento, verrà fuori la verità”. Così a LaPresse Danila de Domenico, legale di Maccarani, ex direttore tecnico della Nazionale di ginnastica ritmica, rinviata a giudizio con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla presenza di minori.

Anna Basta: “Tre anni difficili, ma non mi tiro indietro”

“Questi ultimi tre anni sono stati un periodo molto complesso, per me è stato difficile e molto duro ma non mi sono mai tirata indietro e non intendo farlo”. Lo ha detto la ex ginnasta Anna Basta commentando il rinvio a giudizio della ex dt della Nazionale di ginnastica ritmica, Emanuela Maccarani.

Quattro atlete ammesse come parte civile in processo

Quattro atlete sono state ammesse come parte civile nel processo nei confronti di Emanuela Maccarani. Lo apprende LaPresse da fonti vicine alle ginnaste, che sono Anna Basta, Nina Corradini, Beatrice Tornatore e Francesca Mayer. Con loro ammessa come parte civile anche l’associazione ‘Change the Game’ fin dal primo momento al fianco delle ragazze.

Le indagini su maltrattamenti e abusi

Le indagini si sono concentrate sui presunti maltrattamenti e abusi psicologici, in particolare legati al cibo, i continui controlli sul peso e le umiliazioni subite da due giovani, allora minorenni. Nel novembre 2024 le ex ginnaste erano state sentite in Procura dopo le rivelazioni uscite sulla stampa: lì hanno confermato il quadro di abusi e umiliazioni di cui sarebbero state vittime. Da qui il via alle indagini.

Maccarani ha concluso nel marzo 2025 la sua esperienza con la nazionale, dopo le vicende dei presunti abusi. “La ritmica prevede la possibilità da parte del presidente di scegliere i suoi tecnici nazionali, quindi ho ritenuto di non confermare la direzione tecnica nazionale della sezione ritmica, la direzione nazionale della ritmica la prenderò io ad interim fino al 30 giugno, questo sempre in continuità con una rivisitazione dei budget della struttura federale”, disse in quell’occasione il presidente della Federazione Andrea Facci.

© Riproduzione Riservata