Classe 2003, specialista dello sci freestyle, è il più giovane azzurro ai Giochi Invernali

 Assenza a scuola giustificata: viaggio a Pechino per difendere i colori italiani alle Olimpiadi. Leonardo Donaggio è il più giovane del gruppo azzurro partito per la Cina per l’avventura a cinque cerchi. Il ragazzo classe 2003 è specialista dello sci freestyle, disciplina con cui è stato amore a prima vista dopo aver guardato per caso alcuni video su Youtube su indicazione del fratello (“da allora ho iniziato a ‘divorare’ video di freestyle per dieci ore al giorno”) e sarà impegnato ai Giochi nel big air, le cui qualificazioni scatteranno lunedì, e nello slopestyle. Per l’atleta 18enne le porte della Cina si sono spalancate un po’ per caso, dal momento che il suo compagno di squadra e amico Ralph Welponer è stato costretto a dare forfait per un infortunio al legamento crociato del ginocchio. “Non sapevo bene cosa pensare – ha confessato a LaPresse – Da un lato sapevo di andare alle Olimpiadi, dall’altro si era fatto male un mio amico. Ero dispiaciuto ma al tempo stesso contento. Ma penso sia normale”.

 I Giochi cinesi passeranno alla storia per la bolla in cui sono costretti a vivere gli atleti, che riduce le interazioni e inevitabilmente muta il clima olimpico, ma Donaggio non ci fa troppo caso. “E’ già bello essere qui, anche se dovessi stare sempre in camera lo farei molto volentieri – ha ammesso – Abbiamo una palestra, una sala giochi, è una esperienza nuova e mi trovo bene. Ho sempre visto le Olimpiadi in tv, non sapevo bene cosa aspettarmi. La prima cosa che ho fatto appena me l’hanno detto è stata andare a cercare le foto del Villaggio Olimpico”.

 Lo sciatore veneto sta limando gli ultimi dettagli in vista delle due gare a cinque cerchi a cui parteciperà ma, in contemporanea, sta preparando anche un altro esame molto importante. Quello di maturità presto l’istituto tecnico turistico di Falcade. “Ho un accordo studente-atleta, cerco di studiare dopo gli allenamenti – ha spiegato – Più tensione per i Giochi o la maturità? Sono abbastanza abituato a essere sotto pressione con tutte le gare che faccio. Anzi, mi piace anche esser sotto pressione, provare quella sensazione in cui dici ‘oddio come faccio’. Non vedo l’ora di fare l’esame”. D’altra parte, per un atleta che ha come idolo sportivo Lewis Hamilton, allenare la mente è importante quasi quanto il fisico. “Questi Giochi mi aiuteranno tantissimo, mi trovo qui con i migliori trenta atleti al mondo. In base al risultato che otterrò saprò quanto avrò da lavorare – ha sottolineato il baby azzurro – In ogni caso ci sarà da lavorare, ma almeno potrò sapere a che livello mi trovo. E da lì ricominciare”. Parole da veterano, ancor più per un ragazzo che in fondo deve ancora spegnere 19 candeline.

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