Udine, 7 lug. (LaPresse) – “Ci sorprende molto questa richiesta di rinvio a giudizio perché agli atti non esiste alcun elemento sul quale si possa fondare un’accusa nei confronti di Colantuono”. E’ la dichiarazione di Marco De Luca, avvocato dell’allenatore dell’Udinese, in merito alla notizia di oggi della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Cremona nei confronti, tra gli altri, di Colantuono nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Il riferimento è alla gara Crotone-Atalanta del 2012. “L’unico elemento che la Procura ha saputo indicare è un sms su cui compare solo la sigla ‘Mr’, senza alcuna specificazione e rispetto al quale all’esito delle indagini non risulta nessuna spiegazione”, le parole del legale riportate dal sito ufficiale dell’Udinese. “Lo stesso Cristiano Doni, autore della comunicazione, non ha saputo in proposito dire alcunché. Quel che è assolutamente certo – ha aggiunto – è che il nome di Stefano Colantuono non appare mai né direttamente né indirettamente. Vista la determinazione del pm, chiederemo al Gup, quanto prima, la possibilità di essere giudicati già in udienza preliminare attraverso il rito abbreviato, nella certezza più assoluta che a Stefano Colantuono non è attribuibile alcun elemento di responsabilità”, ha concluso De Luca.

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