Roma, 4 apr. (LaPresse) – “Non siamo fra i team migliori ma possiamo batterli. Andremo al mondiale con la consapevolezza di poter mettere in difficoltà chiunque”. E’ la convinzione del ct dell’Italia, Cesare Prandelli, in un’intervista concessa a ‘Fifa Weekly’. Il commissario tecnico azzurro indica i padroni di casa del Brasile, la Spagna campione in carica, l’Argentina e la Germania come le favorite ed il Belgio e la Colombia come possibili sorprese. “Sarei felice se passassimo il girone”, aggiunge tenendo un profilo basso per la sua squadra perché “non avrebbe senso caricare di responsabilità una gruppo giovane come il nostro, è più intelligente porsi obiettivi realistici. Il Mondiale è un torneo da vivere un passo per volta”.
Prandelli spiega poi il discorso relativo al codice etico: “Voglio giocatori che siano onorati di vestire la maglia azzurra. Uno che sputa in faccia ad un rivale o simula ripetutamente non merita di essere convocato, a prescindere da come gioca”. L’attenzione si sposta poi sulle condizioni climatiche difficili che l’Italia troverà in Brasile, già sperimentate nella Confederations Cup dove, argomenta Prandelli: “Ho imparato che è decisiva. Nelle prime due gare ben otto giocatori mi chiesero di essere sostituiti perché dopo 35 minuti erano senza fiato”.
Il commissario tecnico, che indica come suo modello Giovanni Trapattoni perché “ha sempre saputo dare entusiasmo ed autostima ai suoi giocatori, anche quelli che impiegava di meno”, affronta anche temi strettamente personali come la scomaprsa della moglie: “Quando ci siamo conosciuti a Brescia io avevo 18 anni e lei 15. Da quel momento siamo sempre stati insieme fino alla sua scomparsa sette anni fa. “Anche quando stava morendo ha sempre cercato di confortare me ed i nostri figli. E’ mancata di lunedì quando allenatori e giocatori di calcio si riposano. Ci ha permesso di dirle addio con compostezza – conclude – E’ stata fantastica, non lo dimenticherò mai”.

