Venezia 75, su il sipario con "First man" e botta e risposta Riondino-Salvini
Presentato nella sezione Orizzonti l'attesissimo film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi, "Sulla mia pelle"

Non solo star e red carpet. La 75esima Mostra del cinema di Venezia ha inaugurato all'insegna dell'impegno con polemica politica al seguito. Il sipario non si era ancora alzato che il 'padrino' delle serate di apertura e chiusura, Michele Riondino, già si era detto contento, da elettore 5 Stelle deluso dall'asse con la Lega, di non incontrare il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che a stretto giro gli ha risposto di volerlo riportare "sulla retta via".

Sferzata anche durante la cerimonia inaugurale della kermesse, quando l'attore tarantino ha polemizzato col fatto che "oggi sembra sia diventato più di tendenza guardare le cose di traverso, sembrano sia riusciti a convincerci sia meglio chiuderci in casa". "Chiudersi in casa senza osservare la bellezza della diversità - ha rimarcato - è un brutto film, ma anche i brutti film, per quanto lunghi, poi finiscono".

Stoccata anche da Vanessa Redgrave, premiata con il Leone d'Oro alla carriera, che sui migranti ha attaccato i governi "che hanno perso il senso della realtà". La grande attrice britannica, sei volte candidata all'Oscar, vinto nel 1977 con Giulia, e Coppa Volpi a Venezia nel 1994 per Little Odessa, ha però reso anche il giusto tributo alla Mostra, che "è l'arte cinematografica, e altri festival non possono dirlo". In concorso ci sono 21 film, tre italiani, Suspiria di Luca Guadagnino, remake del film di Dario Argento, Capri-revolution di Mario Martone e What you gonna do when the world's on fire? di Roberto Minervini. Si contenderanno il Leone, attribuito dalla giuria presieduta da Guillermo del Toro, con pellicole quali Roma di Alfondo Cuaron, The Ballad of Buster Scruggs dei fratelli Coen e First Man di Damien Chazelle, film di apertura che ripropone il sodalizio artistico con Ryan Gosling dopo i 6 Oscar di La La Land.

Gosling, in camicia e giacca bianca e panataloni neri, si è concesso a selfie e autografi sul red carpet scatenando i fan che lo invocavano col coro 'Ryan, Ryan' quando è dovuto entrare in sala. L'attore è tornato da loro e la security è dovuta andare a 'richiamarlo all'ordine' e portalo via. Il film racconta la storia della missione della Nasa per far sbarcare l'uomo sulla Luna, concentrandosi sulla figura di Neil Armstrong negli anni dal 1961 al 1969.

 

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