Venezia 71, Salvatores: L'Italia raccontata da 45mila italiani

Venezia, 2 set. (LaPresse) - "Non so se questa sia l'Italia reale, ma è quella raccontata da quei 45mila italiani". Così Gabriele Salvatores, racconta il suo 'Italy in a Day', docu film fuori concorso presentato alla 71esima mostra del cinema di Venezia. Il progetto del regista è l'edizione italiana del film collettivo realizzato da Ridley Scott. Le immagini sono state raccolte durante la giornata del 26 ottobre scorso.

"Abbiamo ricevuto 45mila video - spiega Salvatores - realizzati con qualsiasi mezzo, dai telefonini alle videocamere. Ne abbiamo scelti tra i 300 e i 400. Nessun intervento se non quelli tecnici per suono, contrasto, colori. Nessuna immagine è stata manipolata. Abbiamo anche distribuito videocamere nelle carceri e negli ospedali, coinvolto associazioni di italiani all'estero".

Tutti e 45mila i video, come spiegato da Paolo Del Brocco della Rai, resteranno nelle teche Rai. Il film verrà presentato il 22 settembre in anteprima a Roma, poi nelle sale il 23 per un giorno e il 27 in prima serata su Rai 3. "Avevamo un precedente inglese - continua il regista 'taliano - 'Britain in a day', loro avevano ricevuto 12mila video, quattro volte in meno. Molti di questi - prosegue - sono molto 'sociali'. Ci sono tanti poveri, tante situazioni di difficoltà. Ma nessun ricco. Mi chiedo perché nessun professionista affermato abbia voluto mandare un proprio video".

Salvatores fa il punto sulla realtà odierna, a partire dalle immagini raccolte: "Viviamo una overdose nei tg e nel web di immagini e parole sulla crisi. Ma quello che ci è arrivato è una specie di seduta laica, di psicoanalisi collettiva, in molti si rivolgevano nel video direttamente a noi e a me personalmente. Credo sia stata vissuta come un'occasione per lanciare un Sos: per questo ho sentito una grande responsabilità nella scelta, nella selezione".

"Non so - conclude il regista - se questa sia l'Italia reale, ma è quella raccontata da quei 45mila italiani. Se fossi un politico sarei più colpito da questi materiali che non da tante discussioni. La protesta sociale, in tante forme, è sotto gli occhi di tutti. E nasce dalla voglia di difendere qualche sogno, qualche desiderio. C'è un senso di tenerezza che pervade tutto il lavoro. Io credo che questo mi fa sentire in qualche modo ottimista".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata