Venezia 71, Ferrario: Vi racconto il sogno industriale diventato incubo

Venezia, 2 set. (LaPresse) - "La tecnologia salverà il mondo. Adesso è facile capire che quella prospettiva presentava degli errori di fondo, ma era un sogno meraviglioso a cui abbiamo partecipato tutti". Davide Ferrario descrive così l'epoca del dopoguerra e la sua esplosione industriale, narrata nel suo film 'La zuppa del Demonio', fuori concorso alla 71esima mostra del cinema di Venezia e presentato oggi. "La coralità della società italiana stava dentro a quel sogno -continua il regista - e me interessava racconatare quel sogno che poi, con gli anni, è diventato un incubo".

Il film ragiona sul senso del cinema industriale, realizzato attingendo dal materiale custodito a Ivrea, città della storica Olivetti. Il tema centrale è appunto il progresso: l'idea di un futuro migliore ma che ha prodotto un immaginario capace di segnare l'immaginario di un intero secolo.

Vengono trattati i grandi temi che hanno caratterizzato lo sviluppo industriale del ventesimo secolo: dalle grandi opere degli anni '10 fino al più recente pionierismo nel campo dell'informatica. "Quando eravamo ragazzi era pieno di temi che spiegavano che la natura era qualcosa di cattivo - conclude Ferrario - Un ostacolo che doveva essere vinto dal progresso e la tecnologia. Ora quest'idea è stata ribaltata, si valuta sempre l'impatto ambientale, ma fino agli anni '70 si è andati avanti con questo pensiero".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata