Venezia 71, Ferrara: Pasolini impavido, uomo di un'altra generazione

Venezia, 4 set. (LaPresse) - "E' cresciuto omosessuale in un mondo pre e post bellico, e poi ha vissuto nel mondo consumistico degli americani. Pasolini non aveva paura di nulla, un uomo di un'altra generazione come quella di mio padre e di mio nonno". Così Abel Ferrara, regista di 'Pasolini', film in concorso alla 71esima mostra del cinema di Venezia presentato oggi, descrive il cineasta italiano ucciso misteriosamente la notte del 2 novembre del 1975.

"Non ho mai detto di sapere chi l'avesse ucciso - continua il regista - è una grande balla dei giornalisti, chi l'ha scritta questa cosa? Il punto di questo film era parlare della sua vita e del suo lavoro, delle sue passioni e della sua compassione. Pasolini diceva: 'Ciascuno riflette la propria vita'. E siamo partiti da questa idea".

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