Venezia76, da 'Mary Poppins' al Leone d'oro: premio alla carriera a Julie Andrews

Lei si dice "molto onorata" e "impaziente" di arrivare al Lido per ricevere il riconoscimento. Ma la sua grandezza va al di là dei due film più di successo

Dal music hall londinese al successo a Broadway e a Hollywood. La 76esima Mostra di Venezia, che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre, premia con il Leone d’oro alla carriera Julie Andrews, da oltre mezzo secolo stella del teatro, del cinema e della televisione. Per tutti sarà sempre l'indimenticabile 'Mary Poppins', con cui nel 1964 è passata direttamente dal debutto sul grande schermo all'Oscar, più un Golden Globe e un premio Bafta. L'anno successivo un'altra nomination e un globo d'oro per un'altra pietra miliare del cinema, 'Tutti insieme appassionatamente'.

Lei si dice "molto onorata" e "impaziente" di arrivare al Lido per ricevere il riconoscimento. Ma la sua grandezza va al di là dei due film più di successo, perché Julie Andrews, sottolinea il direttore della Mostra, Alberto Barbera, ha saputo evitare "il rischio di rimanere imprigionata nel ruolo di icona del cinema famigliare, scegliendo di cimentarsi in ruoli di volta in volta drammatici, apertamente provocatori o intrisi di graffiante ironia". È il caso di 'Tempo di guerra, tempo d’amore' di Arthur Hiller e dei numerosi film diretti dal marito Blake Edwards, con il quale dà vita a un sodalizio artistico lungo un quarto di secolo che nel 1982 le porta per il suo doppio ruolo in 'Victor Victoria' la terza candidatura all’Oscar e un altro Golden Globe.

I più giovani la conoscono soprattutto per la parte della regina che insegna alla nipote adolescente a diventare una principessa in 'Pretty Princess' e nel suo seguito 'Principe azzurro cercasi'. Ha prestato la voce in numerosi film di animazione, come la serie 'Shrek', 'Cattivissimo Me' e 'Minions', è regista di musical e anche autrice di numerosi best-seller. "Il Leone d’oro - rimarca Barbera - è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”.

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