Vasco Rossi fa causa a Nonciclopedia e il sito chiude i battenti

Torino, 3 ott. (LaPresse) - Vasco Rossi ha portato Nonciclopedia a sospendere il servizio. Lo ha annunciato lo stesso sito satirico: "Nonciclopedia chiude i battenti a tempo indeterminato per colpa di quelle persone che si prendono troppo sul serio". "Quelle persone" sono il cantante e i suoi legali, come spiega la redazione nella pagina dedicata alla sospensione del servizio. "Nonciclopedia chiude a causa di una denuncia che Vasco Rossi ha sporto contro il sito", racconta. "Vasco Rossi si è sentito diffamato dalla pagina che lo riguardava - si legge ancora - un uomo che ha vissuto l'esperienza della droga, l'esperienza del carcere, l'esperienza di stadi e folle che lo acclamavano, non poteva proprio sopportare l'idea di essere oggetto di satira su Nonciclopedia".

La redazione scende nei particolari ricostruendo la vicenda. "3 febbraio 2010: l'avvocato manda una mail a Nonciclopedia ed una raccomandata A/R a Wikia, chiedendo di cancellare la pagina poiché gravemente diffamatoria e di fornire i dati degli utenti per procedere alla loro identificazione.

4 febbraio 2010: Nonciclopedia risponde all'avvocato, spiegandogli brevemente cos'è Nonciclopedia, che non è in grado di fornire i dati degli utenti, mostrandosi infine disponibile a eliminare dalla pagina le parti diffamatorie che saranno indicate dallo stesso avvocato, come già successo in passato con altri personaggi che hanno segnalato la loro pagina.

Per tutta risposta, l'avvocato non risponde, nonostante Nonciclopedia conservi la notifica di lettura. Nessuna traccia nemmeno della fantomatica raccomandata spedita in California, al nostro host Wikia, come indicato nella mail dell'avvocato. Così, pensando che si tratti di una finta mail come spesso capita, Nonciclopedia lascia correre, non avendo avuto nessun riscontro della veridicità della comunicazione.

18 agosto 2011: un admin di Nonciclopedia viene convocato dalla polizia postale per spiegare il funzionamento del sito. I poliziotti gli chiedono un autografo. Sul verbale. La comunità decide di cancellare la pagina di Vasco Rossi in attesa di ulteriori sviluppi, comunicando la nostra decisione all'avvocato e spiegandogli che attendevamo una sua risposta. L'avvocato continua ad ignorarci nonostante la notifica di lettura.

settembre 2011: altri tre admin sono stati convocati dalla polizia postale per spiegare il funzionamento del sito. A seguito di questi fatti, gli amministratori hanno deciso di chiudere il sito a tempo indeterminato".

Gli admin di Nonciclopedia hanno aperto una message board dove gli utenti possono esprimere la loro opinione sulla vicenda, che è già uno degli argomenti caldi del giorno sui social network. Sulla pagina di Facebook del cantante gli utenti hanno cominciato a esprimere il loro dissenso alla rockstar, scontrandosi con i suoi fan che lo difendono a spada tratta, mentre gli amministratori della sua fanpage si affrettano a cancellare i commenti 'scomodi'. Per ora Vasco tace, ma si attende un suo 'clippino'. Intanto, la pagina incriminata è ancora visibile a questo indirizzo http://web.archive.org/web/20090302071054/http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Vasco_Rossi

La risposta di Vasco Rossi

"Libertà di stampa non è libertà di offendere". Giunge quindi online la risposta di Vasco Rossi sulla vicenda con Nonciclopedia, il sito satirico chiuso da oggi in seguito a un'azione legale del cantante. Sulla fanpage di Facebook di Vasco - dove nel frattempo è stata interdetta agli utenti la possibilità di pubblicare elementi - la sua portavoce, Tania Sachs, scrive una nota in sua vece. "A proposito di Nonciclopedia, prima di tutto fatti e non solo parole: più di un anno fa, nel febbraio 2010, abbiamo sporto querela per diffamazione nei confronti del sito Nonciclopedia che degli insulti contro Vasco Rossi aveva fatto la sua bandiera. Insulti quotidiani e gratuiti, insulti a tempo perso e senza alcun motivo. A un anno e mezzo circa dalla denuncia per diffamazione il magistrato in questi giorni ha riscontrato che gli elementi di reato per diffamazione esistono tutti e lo ha comunicato alle parti. In seguito alla comunicazione del magistrato, gli ammministratori di quel sito hanno deciso autonomamente di chiudere il sito perché si sono evidentemente accorti di essere nel torto".

"Vasco non ha mai chiesto la chiusura del sito - prosegue la nota - ha molto semplicemente chiesto al suo avvocato di difenderlo in sede giudiziaria dalla diffamazione, persistente. E' evidente che non sono vittime, ed è un giudice a decidere che sussiste il reato per diffamazione, cosa ben diversa dal definirsi un sito di satira. Attenzione a pubblicare notizie solo unilaterali, chi si occupa di web sa bene che è molto difficile far chiudere un sito, se non addirittura impossibile. Difendersi dagli insulti che piovono in maniera gratuita e non si sa per quale motivo, non è solo lecito, è doveroso - conclude la Sachs - libertà di stampa non è libertà di offendere".

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