Una fake news ha ucciso Costa-Gavras che invece sta benissimo
La bufala, pubblicata su un account falso della ministra della Cultura greca, Myrsini Zorba, è stata smentita in tv dallo stesso regista

Kostantino Gavras, noto come Costa-Gavras, anni 85, regista e produttore cinematografico greco con passaporto francese, gode di ottima salute nonostante la veneranda età. Giova dirlo subito perché a metà pomeriggio del penultimo giorno di agosto, in prossimità dell'ora che conduce al thé e ai pasticcini, è stato dato per morto da un rimbalzo di notizie generate da una fake news. Ha dovuto smentire personalmente, Costa-Gavras, bollandolo come "scherzo di cattivo gusto", dopo che si era mobilitato il ministero della Cultura di Atene per negarne il passaggio ad altra/miglior vita.

Tutto è nato dal cinguettio di un profilo tarocco della ministra della Cultura greca, Myrsini Zorba, gestito in realtà - si legge - "da un giornalista italiano, Tommaso Debenedetti". Non è la prima volta che Debenedetti gioca a mettere sotto stress la complessa macchina dell'informazione che, a suo parere, funziona malissimo. Anzi, che si basa sostanzialmente su bugie. Così, per verificare la tenuta stagna dei media, ogni tanto 'spara' la sua bufala. L'ultima è la morte di Costa-Gavras, ma prima si era inventato interviste clamorose con il Dalai Lama, Papa Ratzinger, John Grisham, José Saramago.

Per la verità, non è nemmeno la prima volta che il Debenedetti 'twittatore senza scrupoli' gioca con la morte. A leggere Wikipedia, nel 2012 diede l'annuncio - ovviamente falso - della morte del presidente siriano Assad, annuncio che aveva provocato un rincaro mondiale del prezzo del petrolio. Ora, preso atto della canzonatura e di chi c'è cascato, viene da chiedersi attraverso quale percorso mentale questa volta sia arrivato a individuare il suo bersaglio in Costa-Gavras: sarebbe troppo banale puntare sull'anagrafica del personaggio, probabilmente le ragioni sono altre.

Viene anche da domandarsi come l'avrà presa Costa-Gavras: se si sarà fatto una risata alla Monica Vitti (data per suicida dal quotidiano Le Monde giusto 30 anni fa, nel 1988) oppure se, dopo aver smentito il trapasso e aver urlato al mondo di essere un vecchietto arzillo, si sarà abbandonato a tipici gesti apotropaici. Magari pure in Grecia funzionano.

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