Torna Masterchef, settima edizione con la prima donna giudice
Antonia Klugmann prende il posto di Carlo Cracco

Tutto è pronto per il ritorno di MasterChef Italia, in onda dal 21 dicembre su Sky Uno HD con una settima stagione che si annuncia ricca di novità. A partire da una nuova giudice, la chef stellata friulana Antonia Klugmann, che prende il posto di Carlo Cracco.

Incontrando i giornalisti, la prima donna giudice di MasterChef mostra di saper tenere testa ai 'ragazzi terribili', Bruno Barbieri e Antonino Cannavacciuolo, in assenza di Joe Bastianich bloccato negli Stati Uniti dalla febbre. "Le cucine sono all'80 per cento maschili, quindi sono abituata a essere in minoranza", spiega la 38enne titolare de L'Argine di Vencò (Gorizia). Che sul programma ha le idee chiare: "Questo è un luogo di libertà, il posto in cui si può dare spazio alla propria creatività". "Antonia ha portato un'aria di novità, ha dato quell'input in più. Non era facile, ci poteva essere la crisi del settimo anno come per i matrimoni", sottolinea Bruno Barbieri. "All'inizio l'abbiamo trattata molto male, per capire se poteva entrare dentro il meccanismo - confessa Barbieri -. C'è stato qualche momento di crisi, ma ha fatto un ottimo lavoro".

"Mi ha tolto il ruolo di ultimo arrivato, quest'anno era lei quella nuova", sorride chef Cannavacciuolo sottolineando che "la tv la scopre forse oggi, ma ha già fatto moltissimo per la cucina italiana". "Finalmente una donna, una grande donna. Un'aria fresca che porta novità e dinamiche sempre più interessanti", fa eco ai colleghi Joe Bastianich in un video messaggio. "Nel nostro ambiente una questione femminile c'è", chiarisce subito Antonia Klugmann. "A casa la cucina rimane in mano alle donne, ma a livello professionale la presenza di donne su grandi palchi è molto, molto inferiore". Sul suo rapporto con i concorrenti, la chef triestina ammette che "con le donne forse sono un po' più severa, perché conosco l'ambiente in cui lavoro e sento la responsabilità di aiutarle per il loro futuro". Rivela di essere stata turbata "da chi voleva dare più importanza all'apparenza", ma anche di avere scoperto negli aspiranti chef "un entusiasmo autentico per la cucina, per gli ingredienti".

 

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