TorinoFilmFest, oggi 'Blancanieves' e 'Djeca' due candidati Oscar

Torino, 26 nov. (LaPresse) - Oggi il Torino Film Festival prosegue con il tedesco 'Am Himmel der Tag / Breaking Horizons' di Pola Beck. Dramma tutto al femminile, dai toni asciutti e misurati, che racconta di solitudine, maturità e maternità senza sottrarsi al dubbio, al dolore, alla tenerezza. A seguire 'Una noche' dell'esordiente Lucy Mulloy, storia di formazione ostinata e dolorosa, segnata dalla voglia di libertà e girata in una Cuba sensuale, che oscilla tra morbosità e vitalità.

TorinoFilmLab propone 'Djeca / Buon Anno Sarajevo' di Aida Begic, candidato all'Oscar per il miglior film straniero, dramma rigoroso che dribbla gli stereotipi del genere e racconta con calda energia la complessa realtà odierna della ex Jugoslavia. A seguire 'Leones', opera prima di Jazmin López, è un film di fantasmi, riflessione sulla morte e viaggio onirico verso l'ignoto. Infine 'Feed Me with your Words - Nahrani Me Z Besedami' opera prima di Martin Turk che esplora le mai facili relazioni familiari raccontata secondo tre diversi punti di vista.

La sezione Festa Mobile propone la commedia autarchica ed esilarante 'Whisky Galore!' di Alexander Mackendrick: alla fine della guerra, in pieno razionamento, una nave diretta in America con un carico di whisky si incaglia al largo delle coste scozzesi; a corto di 'acqua della vita', gli abitanti decidono di recuperare con ogni mezzo (e illegalmente) il prezioso nettare. Si prosegue con 'Dimmi che destino Avrò' di Peter Marcias, dramma di volti e di corpi inconsueto nel panorama italiano, con un indimenticabile commissario interpretato da Salvatore Cantalupo ('Gomorra', 'Corpo celeste'). Poi, 'Nameless Gangster: Rules of the Game' di Jong-Bin Yoon è un'epopea gangster con un grande ruolo non scontato per la star coreana Choi Min-sik nei panni di un doganiere corrotto nel mondo della malavita degli anni 80: dal regista di 'The Unforgiven', un successo enorme in patria, dove l'hanno paragonato ai gangster movie di Martin Scorsese.

In 'Blancanieves' il regista Pablo Berger porta sullo schermo la storia di Biancaneve trasformata in uno spettacolare mélo muto e in bianco e nero, progetto che coltivava da molti anni ma è riuscito a realizzarlo solo dopo il successo di 'The Artist': candidato spagnolo all'Oscar come miglior film straniero. Per Festa Mobile dedicato ad Ettore Scola verrà proiettato 'Romanzo di un Giovane Povero'.

Nella sezione Rapporto Confidenziale, 'K 11' è l'esordio alla regia di Jules Stewart (la madre della Kristen della saga di 'Twilight'), un prison movie che gioca con il trash e la scorrettezza politica; mentre 'Maniac' di Franck Khalfoun è il remake del celeberrimo e omonimo gore anni 80 di William Lustig (qui anche co-produttore): quasi tutto in soggettiva, con l'angelico Elijah Wood nel ruolo che fu del laido e indimenticato Joe Spinell, un pugno nello stomaco con punte di feticismo selvaggio, non adatto a stomaci deboli.

La sezione Onde si spinge nella profondità della terra e dell'inconscio assieme a 'Les gouffres' del regista francese Antoine Barraud, una sorta di horror metafisico e onirico, in cui una donna si ritrova sola in un villaggio sudamericano mentre il marito geologo (Mathieu Amalric) è assente per esplorare cinque antiche grotte che ha scoperto. Il film di Barraud è affiancato dalla proiezione del cortometraggio 'Os Vivos tambem Choram' di Basil da Cunha, stralunata parabola poetica tra Vigo e Kaurismaki, ambientata nel porto di Lisbona, in cui un uomo, stanco di fare il guardiano, sogna di imbarcarsi su uno dei tanti mercantili pronti a salpare.

La sezione TffDoc prosegue nel fuori concorso il focus dedicato alla politica e alle lotte: in 'Blankets For Indians' il maestro dell'avanguardia americana Ken Jacobs racconta (in 3D) Zuccotti Park e Occupy Wall Street. Nel medesimo spazio di riflessione si ospita 'Zima, Uhodi! Winter, Go Away!' eccezionale e terribile testimonianza sulle ultimi elezioni russe vinte da Putin ad opera di dieci giovani registi, diplomati alla Scuola di cinema e teatro documentario di Marina Razbezhkina a Mosca.

Il concorso Italiana.Doc continua oggi all'insegna della contaminazione fra l'Italia e il Mediterraneo: in 'L'île des Morts 'François Farellacci esplora il ruolo della morte e del fatalismo nella sua natia Corsica. Con 'I Don't Speak Very Good, I Dance Better' la primavera araba e Piazza Tahrir entrano nella vita di Maged El Mahedy, giornalista e regista egiziano che da anni vive a Roma, dando vita ad un film sorprendente dove pubblico e privato si mescolano in modo inaspettato e originalissimo.

Infine, parte oggi la sezione Figli e Amanti con il film scelto da Francesca Comencini e Filippo Scicchitano: 'The Wild Bunch / Il Mucchio Selvaggio' di Sam Peckinpah; la regista e l'attore presenteranno il film in sala. Per la retrospettiva dedicata a Joseph Losey verranno proiettati 'Pete Roleum and His Cousins' (1939), 'A Child Went Forth' (1941), 'A Gun in His Hand' (1945), 'A Man on the Beach' (1955), 'First on the Road' (1960), 'Figures in a Landscape' (1970), Modesty Blaise (1966) e 'Boom' (1968), gli ultimi due presentati da Carlo Cotti.

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