Torino, già 650 visitatori per la mostra di Cattelan 'Shit and die'

Torino, 7 nov. (LaPresse) - Sono già oltre 650 le persone che hanno visitato la discussa mostra 'Shit and die' organizzata a Torino da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini nell'ambito di 'Artissima', la fiera Internazionale di arte contemporanea che si sta svolgendo nel capoluogo piemontese. La mostra è in programma a palazzo Cavour fino a domenica 11 gennaio. Da una forca dell'Ottocento, a un inedito ritratto del sindaco Piero Fassino più occhiaie che volto, al lato B di Alba Parietti (ma che sia proprio il suo sedere si legge solo in una targhetta): sono alcune delle opere che hanno maggiormente colpito il pubblico di 'Defeca e muori'.

'Shit and die', spiegano gli organizzatori, "è un'esposizione unica e trasversale" e "nasce da una volontà di sperimentazione continua e dal desiderio di coinvolgere sguardi inaspettati sulla contemporaneità". Un lavoro che i curatori definiscono di "speleologia della città, delle sue storie e delle sue curiosità". Torino, quindi, è la principale fonte di ispirazione ma la vita e le ambiguità della condizione dell'uomo rimangono le tematiche universali affrontate da Cattelan.

La mostra si articola in sette sezioni, ognuna delle quali ha come punto di partenza un oggetto specifico, un luogo, una suggestione incontrata nelle collezioni della città: gli oggetti che costellano le stanze di Palazzo Cavour sono presi in prestito da collezioni poco convenzionali ma anche dalle istituzioni affermte della città e del territorio: dal l'unità residenziale Olivetti a Ivrea al Museo di Antropologia Criminale 'Cesare Lombroso', dal Museo di Anatomia Umana 'Luigi Rolando' a Casa Mollino, dal Museo del Risorgimento ai prestiti della Collezione La Gaia, della GAM Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, della Fondazione MUSEION/ Collezione Enea Righi, della Fondazione Ettore Fico e della Fondazione Aldo Mondino.

"Siamo particolarmente fieri - ha detto Sarah Cosulich, per il terzo anno direttore di 'Artissima' - di poter presentare alla città e al pubblico della fiera un progetto unico e senza precedenti. Non si tratta solo di una riflessione e un'interpretazione preziosa per la contemporaneità artistica ma anche un grande dono dei curatori alla città. Shit and die', dimostra l'identità sperimentale di 'Artissima' che sa essere internazionale partendo da Torino, dalla sua forza e dalla sua identità".

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