The National per due date in Italia a Roma e Milano

Milano, 19 feb. (LaPresse) - A distanza di due anni dal grande successo della data ferrarese arrivano in Italia i The National per due date a Roma e Milano, in cui presenteranno oltre ai capolavori degli album precedenti, le tracce del nuovo misterioso album, in uscita nei prossimi mesi. La band calcherà il palco Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma il 30 giugno (biglietti disponibili a breve) e dell'Ippodromo del Galoppo di Milano per City Sound il 1 luglio (biglietti 30 euro più diritti di prevendita, disponibili da domani mercoledì 20 febbraio alle 12.00 su Ticketone e circuiti autorizzati).

I The National si sono formati nel 1999, quando Aaron Dessner (chitarra, basso, piano), Bryce Dessner (chitarra), Scott Devendorf (chitarra, basso), Bryan Devendorf (batteria) e Matt Berninger (voce), si sono ritrovati dopo essersi trasferiti a Brooklyn dall'Ohio. Sin dagli esordi hanno ottenuto il favore e l'approvazione della critica internazionale ma è stato solo nel 2005, con il bellissimo 'Alligator', uno degli album indipendenti più chiacchierati e amati del 2005, definito da 'Uncut' un vero e proprio capolavoro, che il gruppo è stato scoperto e apprezzato da un pubblico più vasto, grazie anche a memorabili performance dal vivo.

E così, nel tempo, è cresciuto intorno ai The National un numero sempre maggiore di ammiratori. 'Boxer' (2007) arrivato a due anni di distanza dal precedente 'Alligator', contiene brani ormai considerati degli assoluti classici come 'Fake Empire', 'Mistaken For Strangers' e 'Start A War' ed ha trasformato la band da stella dell'underground a vera e propria Istituzione del rock.

Nel 2010 è uscito per la 4AD 'High Violet' che ha portato alla band il successo globale sia dal punto di vista commerciale che della critica musicale.

Negli album dei National ci sono echi che rimandano a Leonard Cohen, Grace Paley, Nick Cave, John Ashbery, The Smiths e Tom Waits, ma il pedigree del gruppo sta divenendo sempre più difficile da tracciare e alla fine il suono di The National somiglia soltanto a se stesso: un boato meditativo che inizia nel cuore, viene catturato nel cervello e risuona all'esterno.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata