Tff, Mickle: Da amante del genere vi spiego l'horror perfetto

di Virginia Michetti

Torino, 24 nov. (LaPresse) - "Ho sempre amato l'horror e continuo a farlo anche come spettatore. E' un genere che da ragazzo ha formato i miei gusti, penso a film come 'La casa' di Sam Raimi e 'Bad taste' di Peter Jackson, e lo cerco ancora nelle sale. Per questo è stato il primo genere in cui mi sono cimentato". Così si racconta Jim Mickle in conferenza al 32esimo Torino Film festival. Mickle, classe 1979, con un pugno di film è già diventato un regista di culto, tanto che il Tff quest'anno gli ha dedicato una sezione della rassegna Afterhours, presentando al pubblico il suo esordio del 2006 'Mulberry St', 'Stake Land' del 2010, 'We are what we are' del 2013 e il suo nuovo lavoro, 'Cold in July'.

Cosa fa di un horror un buon horror? Mickle cita un maestro del genere: "Come ha detto Stephen King, se devi spaventare la gente devi parlare di cose che spaventano te". Ma il sottotesto è fondamentale, così come l'alternarsi di momenti di commedia nera e di tensione. "Durante le riprese del mio primo film - racconta Mickle - i produttori mi hanno dato un buon consiglio. Ovvero, di inserire nella narrazione un tema, per sopperire alle eventuali mancanze. Da allora mi sono sempre mosso così, e mi sono ispirato a certi film coreani per costruire cambi di ritmo, di tono e di situazioni".

Una lezione che Mickle ha applicato anche al suo ultimo lavoro. In 'Cold in July' vira verso il crime, lavorando su un gioco di tensione crescente e su colpi di scena che danno inaspettate sterzate alla trama. Ma come spettatore resta legato al suo "primo amore" cinematografico. "Quello che mi aspetto da un horror è di vedere qualcosa di diverso. Mi deprime pensare che un film racconti sempre la stessa storia, mentre mi piace scoprire film freschi e nuovi, che sappiano spaventare in modo nuovo. Purtroppo è raro che un film riesca a farlo. L'ultimo che mi viene in mente è 'The Descent'" afferma, riferendosi a 'The Descent - Discesa nelle tenebre', film del 2005 diretto da Neil Marshall.

Il regista tra i suoi film preferiti nomina Dario Argento con 'Profondo Rosso' e 'Suspiria', che definisce il film che gli ha fatto più paura in assoluto. "Girando per la città - afferma parlando di Torino - mi è facile immaginare un ragazzino che passeggia per queste strade mentre la macchina da presa piomba su di lui dall'alto 'alla Argento'".

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