Tff, Bier: Cinema europeo cerchi equilibrio qualità e gusto pubblico

Torino, 27 nov. (LaPresse) - "La tradizione europea del cinema d'autore ha un pericolo intrinseco, che alcuni film siano così alternativi e d'arte da alienarsi il pubblico nelle sale. E' importante fare film di qualità ma bisogna fare anche fare film che il pubblico voglia vedere". Così Susanne Bier, regista danese premio Oscar al miglior film straniero nel 2011 per 'In un mondo migliore', durante la conferenza stampa per 'En Chance Til / A second Chance', presentato al 32esimo Torino Film festival.

"Se consideriamo questa problematica su scala mondiale - ha aggiunto Bier - ci rediamo conto che parte degli sforzi creativi sono stati fatti nei prodotti televisivi, dove ci si impegna per trovare sceneggiature interessanti e accattivanti per il pubblico. Se l'Europa vorra affrontare questa problematica, credo che bisognerà lavorare molto sul rapporto tra scrittura e regia". "Ritengo cruciale la maggior interazione tra sceneggiatori e registi - ha aggiunto - perché mi rendo conto che l'essenza del cinema è nella possibilità che un film ha di trovare un suo pubblico".

"Quello che mi preoccupa in Europa - ha spiegato la cineasta - è la scarsezza di dialogo, mentre negli Stati Uniti ci si impegna in questo senso". Per Bier la sua patria su tale fronte è un esempio positivo. "Ritengo che lo stato di salute del cinema danese - ha detto - sia molto buono, e questo è dovuto al fatto che, proporzionalmente alla popolazione, il pubblico danese che guarda i film nazionali in sala è molto elevato. Credo che questo sia merito di un rapporto molto sano tra sceneggiatori e registi".

Bier ha poi parlato di come è cambiata la sua professione dopo il riconoscimento ottenuto dall'Academy: "Al di là che l'Oscar è stata una bellissima esperienza, divertente e meravigliosa, è inevitabile dire che apre delle porte, ma questo non è una garanzia, non significa che ogni cosa sia possibile".

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