Tff, Argento: Sergio Leone e io amici, mi ha insegnato importanza macchina

Torino, 29 nov. (LaPresse) - E' stato Sergio Leone ad insegnare a Dario Argento i primi trucchi del mestiere. Lavorando con lui al soggetto di 'C'era una volta il West' "capii l'importanza della macchina da presa, che è come il pennello per un pittore o lo strumento per il musicista. Le inquadrature devono avere una valenza anche psicologica". Lo ha raccontato oggi il regista di 'Pronfondo rosso', ospite del 32esimo Torino Film Festival. Lavorare con il maestro del western all'italiana Sergio Leone "fu un'esperienza bellissima. Andavamo a casa di Sergio, ci raccontavamo le storie, andavamo avanti pezzetto a pezzetto costruendo questo puzzle che era il film. Sergio raccontava le sequenze e già le metteva in scena".

Così Argento imparò che nessun movimento di macchina "deve essere vano. Quando muovi la macchina deve esere qualcosa di vero e importante, deve avere un perché. Quando nel mio film c'è un carrello che percorre un corridoio tu senti un'emozione salirti dentro che è quella che avevo io dentro, viene da quando ero bambino, perché i miei film sono quasi dei ricordi delle mie paure dell'infanzia".

Leone e Argento diventarono amici "perché allora io facevo il critico ed ero uno dei pochissimi in Italia, quando uscirono i suoi film, a parlarne benissimo dicendo che era un fenomeno". Per questo "Sergio mi fu grato, poi da quel momento i suoi film cominciarono a essere più apprezzati. Anche se lui fu apprezzato davvero solo con l'ultimo film 'C'era una volta in America'", ha notato il regista.

Quando Leone "decise di fare il suo primo film con una protagonista femminile, anche se poteva avere i più grandi sceneggiatori preferì prendere persone nuove": ovvero Argento e Bernardo Bertolucci, che insieme a Leone scrissero il soggetto di 'C'era una volta il West' del 1968."Perché il cinema italiano era molto legato ai personaggi maschili, come lo è ancora oggi - ha aggiunto il regista - quindi voleva persone nuove e giovani che potessero affrontare in libertà e con serenità i personaggi femminili".

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