Fake, Valentina Petrini: "Coronavirus? News in minima parte da fonti ufficiali"

Del Debbio e Padellaro ospiti del programma in onda mercoledì in seconda serata sul NOVE

Nella nuova puntata di “Fake – La Fabbrica delle notizie”, prodotta da LaPresse e in onda sul Nove mercoledì 26 febbraio alle 23:30, si discute dell’emergenza CoronaVirus insieme agli ospiti Paolo Del Debbio e Antonio Padellaro. La conduttrice Valentina Petrini riflette: "Quando affrontiamo un argomento di questo genere le fonti principali che dovremmo, come giornalisti, spingere, sono quelle ufficiali, quindi Istituto Superiore della Sanità, OMS, Ministero della Salute. E invece... Abbiamo analizzato quasi 100.000 tweet pubblicati a cavallo tra il 23 e il 24 febbraio, quindi nel momento del picco della psicosi da CoronaVirus, e che cosa abbiamo scoperto?” prosegue la Petrini, chiamando in causa l’esperto di reputazione digitale Matteo Flora, che spiega: “Abbiamo scoperto che solo una minima parte delle informazioni sono dedicate alle fonti più attendibili... siamo riusciti a mappare tutti questi 100.000 tweet in una galassia... quindi in cima abbiamo in bianco-azzurro le notizie ufficiali, capeggiate dal Ministero della Salute.Le altre due parti, quella rossa e quella verde, rappresentano le news polarizzate di due parti politiche, quella più a sinistra e quella più a destra, che utilizzano semplicemente l’hashtag #Coronavirus per lanciare i loro messaggi”. “Sarò ancora più specifica”, interviene Petrini “diciamo che la nuvola azzurra, che rappresenta i tweet degli utenti che rilanciano fonti certe, rappresenta solo il 23% delle conversazioni analizzate”... “un po’ meno di 1 su 4”, aggiunge Flora. “La nuvola verde, che rappresenta gli utenti che rilanciano i tweet delle fonti che fanno riferimento all’area di destra”, spiega ancora la conduttrice, “rappresenta il 46% delle conversazioni con l’hashtag #Coronavirus, quindi quasi la metà. La nuvola rossa invece rappresenta tutti gli utenti che rilanciano fonti che fanno riferimento all’area di sinistra, circa il 31% del totale delle conversazioni”, conclude Petrini.