Stephen Fry: L'anno scorso ho tentato il suicidio

Londra (Regno Unito), 6 giu. (LaPresse) - Stephen Fry ha cercato di suicidarsi nel 2012. È lo stesso attore e regista inglese ad averlo rivelato in un'intervista pubblica, ammettendo di essere stato salvato dal suo produttore, che lo ha trovato in stato di incoscienza in una camera d'albergo dopo che aveva assunto pastiglie e vodka. Con oltre 100 titoli tra cinema, televisione all'attivo (tra cui 'Gosford Park', 'Wilde', 'Sherlock Holmes - Gioco di ombre', la saga di 'Harry Potter', ' V per Vendetta'), spettacoli radiofonici e teatrali, l'attore 55enne è un'icona del mondo dello spettacolo britannico. Tuttavia non ha mai fatto mistero di avere un disturbo bipolare, e in una conversazione pubblica con il collega attore Richard Herring, avvenuta al Leicester Square Theatre, ha raccontato l'ultimo risvolto. "Sono vittima dei miei stati d'animo, forse più della maggior parte delle persone, e soffro di una condizione che richiede che prenda medicine così che non diventi né troppo euforico né troppo depresso, da arrivare a suicidarmi. Vorrei arrivare al punto di dirvi che l'anno scorso ho tentato il suicidio, quindi non sono sempre felice".

Fry, che è anche a capo di Mind, un ente caritatevole britannico sui disturbi mentali, ha quindi aggiunto che no si vergogna a parlarne anche in virtù della sua posizione. "Questa è la prima volta che ne parlo in pubblico, ma tanto vale. Sono il presidente di Mind, e lo scopo del mio ruolo, per come la vedo io, è di non vergognarsi e di aprirsi sulla morbosità e sulla genuina natura della probabilità di morte tra le persone che soffrono di disturbi dell'umore".

"Ci sono andato molto vicino. Ho preso un numero enorme di pillole e una gran quantità di vodka e la miscela mi ha fatto avere delle covuslioni così forti che mi sono rotto quattro costole mente ero ancora privo di sensi. Per fortuna, il produttore con cui stavo girando al momento è entrato nella mia camera d'hotel. Sono stato trovato in una sorta di stato di incoscienza, riportato in Inghilterra e curato".

Fry aveva già avuto un crollo e aveva cercato di suicidarsi nel 1995. A Herring e al pubblico del teatro londinese ha raccontato che i suoi cari sono rimasti scioccati dagli eventi dello scorso anno. Tutti i miei amici e la famiglia, quando hanno saputo, sono venuti a trovarmi e mi hanno chiesto 'Perché non hai chiamato?'" ha raccontato durante la conversazione. "Non c'è un perché - ha detto - non è la domanda giusta. Non c'è una ragione. Se ci fosse una ragione, si potrebbe ragionare con quelli che ci provano, si potrebbe dire loro perché non dovrebbero togliersi la vita". L'attore ha poi specificato tramite il suo profilo di Twitter che ora sto bene. "Grazie a tutti per i vostri pensieri. Come presidente del Mind avrei solo potuto dire la verità a una domanda diretta. Ora sto bene, prendo buone medicine. Vi voglio bene".

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