Serena Autieri in scena con 'Rinaldo in Campo'. Presto un nuovo album

Roma, 7 gen. (LaPresse) - "Delia Scala, un faro per la mia carriera, per me un'artista a tutto tondo: è questa la completezza alla quale mi ispiro". Con queste parole Serena Autieri, interprete di 'Rinaldo in Campo' con la regia di Massimo Romeo Piparo, al Teatro Sistina di Roma fino al 22 gennaio, parla del suo mito da sempre e della sua idea di essere soubrette. Per sdoganare questo termine una volta per tutte. L'occasione la offre la nuova edizione del musical di Garinei e Giovannini, con musiche di Domenico Modugno, che ha debuttato 50 anni fa per celebrare i 100 anni dell'unità d'Italia e che torna oggi in scena per i 150, di cui "chiudiamo - racconta Autieri - i festeggiamenti".

"Ora - polemizza - quando una non sa fare, si dice che fa la soubrette". Invece l'attrice napoletana vede nella sua musa "un modello per i più giovani - spiega - per invitarli a fare meglio". In un momento in cui sembra che la notorietà da reality la faccia da padrone, "è importante - dice - prepararsi nel ballo, nel canto e nella danza con spirito di sacrificio", affinché le diverse discipline vengano studiate a 360 gradi, assicurando che "metterle in pratica tutte è una soddisfazione estrema". Lo spettacolo sarà in tournée dal 26 gennaio al 5 febbraio al Teatro Massimo di Palermo e approderà a Napoli, dove l'aspetta un pubblico speciale, "fiero di sostenermi - dichiara - perché gli appartengo", dal 24 febbraio al 4 marzo al Teatro Augusteo.

Uno stile, quello della poliedrica attrice, un po' "in controtendenza", che si rifà anche ad un'altra grande diva del passato, Audrey Hepburn. "Un'icona di eleganza", che, come Delia Scala, "viveva nell'ombra, non nella fastosità". Perché nella semplicità si rispecchia lei stessa, che si riconosce in questo tratto distintivo destinato a caratterizzare per altri versi i giorni attuali. Nei tempi della riduzione dei budget e del ritorno alla sobrietà, un'interprete di talento come Serena Autieri si dice ottimista per il futuro: "Non bisogna - si augura - mai perdere la speranza. Mi sembra che questo governo guardi al lungo termine e questo mi dà speranza per le future generazioni: io non sono ancora mamma, ma me lo auguro".

"C'è stata - aggiunge - in passato, al livello politico, una cattiva gestione generale ed è giusto che ora si contengano le spese in tutto, anche nel mondo dello spettacolo". Dunque una diva sobria e impegnata tutti i giorni nelle faticose prove teatrali, "stando bene e stando male", "c'è la soundtrack - racconta - per la voce, il riscaldamento per la danza, lo strechting", oltre alla preparazione in camerino per indossare una parrucca di capelli corti che la rende sbarazzina e una garibaldina credibile. Nella messinscena viene "rappresentata la forza unificatrice dell'Italia" attraverso "Angelica, che crede nell'ideale delle camicie rosse e si innamora di questo brigante, Rinaldo, redimendo lui e le sorti dell'Italia".

L'Autieri torna al teatro in una produzione targata Sistina dopo il successo di 'Vacanze Romane', con Massimo Ghini, al suo fianco questa volta c'è Fabio Troiano (Rinaldo) che, dopo la partecipazione alla serie tv 'R.I.S.', debutta qui nella commedia musicale. Per l'attrice "un compagno di lavoro ideale" con cui si è trovata "in perfetta sintonia". Sul palco con loro anche Rodolfo Laganà che, dopo 25 anni, rimette i panni di Chiericuzzo. Ora però il ritmo recitativo è cambiato, "è un musical - ha spiegato Autieri - più moderno". La storia si svolge nella Sicilia orientale, vicino Catania, dove imperversa il bandito Rinaldo Dragonera, che, come Robin Hood, ruba ai ricchi per dare ai poveri. Di lui si innamora la protagonista che lo porterà ad unirsi a Garibaldi per liberare l'isola dai Borboni.

Ma l'amore vince veramente su tutto per Serena Autieri? "Sì - conferma - sarà l'amore a muovere il mondo come sempre: ci credo, perché Angelica ce la farà a cambiare le sorti dell'Italia". Nei sui occhi azzurro cielo si accende una luce in più quando parla dei suoi progetti per il futuro: "ci sono diverse cose che bollono in pentola per la tv, il cinema - dopo 'Femmine contro maschi' un altro sequel? - e il teatro", ma la cosa a cui tiene maggiormente è "il sogno che ha tenuto chiuso in un cassetto", un album, il secondo, "in pochi - ricorda - sanno che ho cominciato così la mia carriera". E intanto anticipa all'agenzia di stampa LaPresse che "il progetto discografico di inediti è già in fase di rielaborazione e arrangiamento, quindi sarà pronto entro il 2012".

Al Sistina intanto applausi per tutti, anche all'arrivo inaspettato sulla scena di un vero asino mentre viene cantata la famosa 'Tre briganti tre somari', ma soprattutto nel momento della proiezione degli articoli della costituzione. In special modo da segnalare l'ovazione quando appare il numero 87, con la citazione: "Il presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale". Lo spettacolo è firmato anche da Roberto Croce per le coreografie, da Emanulele Friello per gli arrangiamenti musicali, da Giancarlo Muselli per le numerose scene e da Santuzza Calì per i vivaci costumi. Le luci sono di Maurizio Fabretti e il sound designer è Maurizio Capitini. Nel cast anche: Rodolfo Laganà (un convincente Chiericuzzo a distanza di 25 anni dalla seconda edizione, con Massimo Ranieri), Gianni Ferreri ('Distretto di polizia'), Rosario Terranova e Giuseppe Sorgi (nei ruoli che sono stati di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia).

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