Senato Hawaii approva nuova legge su privacy voluta da Steven Tyler

Honolulu (Hawaii, Usa), 5 mar. (LaPresse/AP) - Il senato delle Hawaii ha approvato il disegno di legge volto a tutelare le celebrità e le personalità pubbliche dall'attenzione, non sempre desiderata, dei media. L'obiettivo è quello di proteggere la loro privacy. Tra i sostenitori del provvedimento c'è il leader degli Aerosmith, Steven Tyler, che ha una casa a Maui. E' stato lui a chiedere a un senatore, Kalani English, di spingere per l'approvazione della normativa, dopo che alcuni scatti rubati mentre era insieme con la sua fidanzata, sono stati pubblicati sulle riviste lo scorso dicembre, creando alcuni problemi familiari.

Tyler possiede una mega villa a Maui, che fa parte del distretto del senatore English. Il senatore è favorevole al disegno di legge, il cosiddetto Steven Tyler Act, dal nome del cantante, perché ritiene che la proposta possa incrementare il turismo dei personaggi noti nelle Hawaii. Al senato 23 su 25 membri hanno votato a favore della nuova legge che ora passa così alla Camera. Al contrario, Il senatore Sam Slom dei repubblicani è contro il provvedimento. "Siamo stati il bersaglio di editoriali e di battute in tutto il paese per questa proposta di legge" ha detto sottolineando che le Hawaii hanno già una normativa a tutela della privacy e "questa nuova proposta è un attacco al Primo Emendamento". Anche il senatore Les Ihara ha votato contro il provvedimento.

Oltre a Steven Tyler, anche altre celebrità hanno sostenuto il disegno di legge, tra cui Britney Spears, Mick Fleetwood e la famiglia Osborne. Dal loro punto di vista, ritengono che l'invadenza dei paparazzi rende difficile praticare anche le più semplici attività con la famiglia e gli amici. Le organizzazioni dei media nazionali sono preoccupati dell'impatto che la proposta potrà avere sulla libertà di stampa. La National Press Photographers Association e la Society of Professional Journalists sono alcune delle associazioni a carattere nazionale che hanno segnalato la propria opposizione al disegno di legge.

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