Sanremo, Littizzetto: Rispetterò la par condicio, ma imbavagliata mai

Milano, 3 gen. (LaPresse) - "Imbavagliata non mi sono mai sentita in vita mia". Così, sul settimanale 'Oggi' in edicola da venerdì 4 gennaio (anche su www.oggi.it), Luciana Littizzetto replica a quanti, negli ultimi giorni, l'hanno invitata a mantenere un basso profilo nel corso del prossimo Festival di Sanremo, in programma pochi giorni prima delle elezioni. "Certo - commenta l'artista - a Sanremo, farò i conti con la par condicio, ma ho trovato le polemiche sulla mia battuta a 'Che tempo che fa' francamente un po' eccessive. È stata associata a Berlusconi, ma io parlavo dei politici in generale". In merito ai temi che verranno affrontati sul palco dell'Ariston, Luciana Littizzetto commenta: "Se qualcuno avesse degli argomenti da propormi...no, perché la politica no, le canzoni no, cose di Chiesa non è il luogo, il sesso a Sanremo fa brutto. Non so, faccio dei corsi di bricolage? Di cucina ligure? Volete mandarmi la ricetta del coniglio alle olive?". Intervistata da 'Oggi', la comica piemontese si presta anche a un gioco, indicando, per ogni politico, la canzone che vorrebbe fargli cantare al Festival. "Per Mario Monti - dice - ci vuole 'Salirò' di Daniele Silvestri, per Maroni 'Montagne verdi' di Marcella Bella. A Bersani affiderei 'Guantanamera', che il segretario del Pd dovrà cantare rigorosamente col sigaro in bocca. Grillo? Mmmh... Mi viene solo quel coro da stadio, quello che fa 'La senti questa voce?'... E per Berlusconi il capolavoro di Gigliola Cinquetti, quella che fa: 'E qui comando io e questa è casa mia, ogni dì voglio sapere chi viene e chi va'".

Con 'Oggi' Luciana Littizzetto parla anche del rapporto con i due ragazzi che ha in affido. "Verranno a trovarmi a Sanremo - dice - l'ultima sera. Se sono orgogliosi di me? Sì, ma non è sempre facile. L'altro giorno il maschio mi ha detto: 'Da piccolo dicevo che ero figlio tuo senza problemi, ora preferisco di no: non capisco mai se le ragazze mi avvicinano perché sono figlio della Littizzetto o perché sono io". E lo capisco, povero. Poi quando vengono a casa i suoi amici e mi conoscono, è tutto più normale: ci vediamo, ci mettiamo a chiacchierare e bòn, finita lì".

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