Sanremo, i valori e l'amore: Basta violenza sulle donne

Dalle nostre inviate a Sanremo Elena Andreasi ed Elisa Cassissa

Sanremo (Imperia), 14 feb. (LaPresse) - E' un Sanremo valoriale quello della 63esima edizione di festival che nella sua terza giornata punta sull'amore. Cos'è l'amore e cosa non è. Protagonisti della serata non sono tanto i personaggi ma i loro messaggi la lotta contro la violenza sulle donne, l'uguaglianza e le problematiche giovanili.
San Valentino è il leit motiv sul palco dell'Ariston sin dall'apertura. Incipit di puntata un passaggio tratto dal film 'Straziami ma di baci saziami', diretto da Dino Risi, del 1968. Fabio Fazio e Luciana Littizzetto si incontrano al centro del palco Ariston intonando 'Vattene amore' portata al festival nel 1990 da Amedeo Minghi e Mietta, seguita da un bacio tra i due, nascosto dalle spalle di Fazio. "Su questo palco non poteva essere solo una prerogativa di Baudo", scherza Fazio.

Poi la comica torna sul palco per un monologo sui sentimenti. Rannicchiata a bordo palco, la Littizzetto diventa portavoce di un messaggio importante dedicato all'amore e alle donne. Certo non manca la sua pungente ironia con cui inizia il monologo/poesia tutto incentrato sugli uomini. "Vi amiamo" dice l'attrice sottolineando con umorismo l'incapacità maschile di dire "ti amo" mantenendo vivo il tema di San Valentino. Una poesia graffiante che si trasforma in un messaggio di amore: uguale per tutti indistintamente dal sesso di appartenenza. "Perchè San Valentino è la festa dell'amore, non importa se tra uomini e donne o tra uomini e uomini. Perché quello che conta è solo amarsi". E, aggiunge, "Quello che conta è di poter vegliare accanto al letto di chi amiamo senza che ce lo impediscano perché non siamo parenti".

La trasformazione continua si estende fino ad altri significati che coinvolgono le donne e la violenza di cui sono vittime. "In Italia - dice Luciana - ogni tre minuti un uomo uccide una donna, anche in famiglia. Ma l'amore con la violenza e le botte non c'entra niente. Un uomo che ci mena non ci ama. Un uomo che ci picchia è uno stronzo. Abbiamo solo una vita, non buttiamola via". Dopo il suo toccante monologo, sbarca, anche sul palco di Sanremo, il flash mob planetario 'One billion rising' contro la violenza sulle donne, dove uno stuolo di donne ballano sulle note di 'Break the Chain' di Tena Clark. Travolta anche Luciana che togliendosi le scarpe con il tacco comincia a seguire le danze. E non conta che la Littizzetto sia impacciata e a tratti fuori tempo, anzi avvalora il suo numero.

Mentre la gara procede e sul palco si avvicendano i Campioni in concorso, arriva Roberto Baggio. Un lungo applauso scrosciante accoglie l'ex campione sul palco dell'Ariston. Prima della sua entrata in scena, viene mostrato un filmato con alcuni dei suoi goal più noti. È raro che l'ex 'Divin Codino' si conceda sotto i riflettori: lui infatti, elegantissimo, spiega di non parlare al pubblico da più di due anni per giustificare il suo nervosismo. Rispetto alle immagini del passato, l'ex calciatore (46 anni il prossimo 18 febbraio) è invecchiato ma con compostezza: i suoi capelli sono grigi ma la sua popolarità, dopo il ritiro dal campo, anziché sbiadirsi è cresciuta. Baggio parla anche del suo impegno umanitario, mentre la leader del movimento non violento birmano Aung San Suu Kyi lo saluta in video.
Intervistato da Fazio, Baggio spiega: "Sono ambasciatore della Fao da più di 10 anni. Non posso dimenticare un viaggio il Laos, afflitto dalla aviaria in quel tempo. Senza dimenticare le mine antiuomo ancora presenti. Poi sono stato in Perù: ho potuto imparare tanto dalla dignità e dalla compostezza di queste persone colpite da un'inondazione".
Quindi Baggio lancia un messaggio ai giovani: passione, gioia, coraggio, successo e sacrificio sono le parole chiave. "Cosa vuol dire avere successo? - legge - Per me vuol dire realizzare quello che si è". "Non fidatevi - aggiunge ancora - di quello che arriva senza sacrificio: è solo un'illusione".

Le donne tornano protagoniste grazie ad Antony Hegarty, l'ospite internazionale della serata. 'You are my sister' è la canzone portata sul palco dell'Ariston dagli Antony and the Johnsons. Il cantante commuove il pubblico con la sua particolarissima voce da contro-tenore e al termine dell'esibizione lancia un importante messaggio, partendo dalla genesi del brano. "Ci sono stati momenti della mia vita in cui non stavo bene e sfogavo tutti i miei malesseri sulla mia sorellina. Ho scritto e composto questa canzone perché volevo scusarmi e perché lei si rendesse conto di quanta forza avesse. Noi abbiamo costruito questo mondo sull'immagine dell'uomo. Ora però la nostra ecologia sta arrivando al crollo. Nella mia musica - spiega l'artista - cerco la speranza per il futuro, che sta dentro noi stessi e che ci porta verso il femminile. E penso che le donne siano la chiave perché tutto il nostro mondo possa risollevarsi". "Nel mio sogno l'uomo troverà una nuova umiltà, farà un passo avanti mentre le donne faranno un passo in avanti", conclude Antony.

Ogni serata non è esente da imprevisti. Dopo le contestazioni inaspettate a Crozza la prima sera, la morte del figlio di ‘baffo' dei Ricchi e Poveri di ieri, che hanno cancellato la partecipazione in programma, quest'oggi è arrivata la notizia del forfait del maestro Daniel Barenboim. In conferenza è stato dato l'annuncio della sua impossibilità a recarsi in riviera a causa di un problema alla schiena.
Al suo posto è stata chiamata Leonora Armellini, pianista appena 20enne che si è aggiudicata il premio Chopin di Berlino. Leonora, che si esibisce prima dei quattro Giovani in gara stasera, incanta il pubblico per la sua delicata interpretazione dello studio Opera 10 numero 3, conosciuto anche con il titolo apocrifo di 'Tristezza'. La Armellini, finito di suonare, sorride felice per gli applausi e si dice emozionata, ma, aggiunge, "me la sono goduta appieno".

La bellezza fa capolino sul palco di Sanremo anche questa sera con la splendida Laura Chiatti che presenta un colosso della musica italiana: Al Bano Carrisi. Per lui, al termine di 'Nostalgia canaglia', una vera standing ovation da parte del pubblico dell'Ariston. Poi è la volta di 'Felicità' e anche in sala stampa si inizia a battere le mani a tempo. A duettare con lui è proprio la Chiatti seguita da un'impacciata Littizzetto.

Con la classifica provvisoria, decisa dal televoto di casa che varrà al 25% sulla classifica finale, emerge quanto rilievo abbiano i "figli dei talent". Al primo posto Marco Mengoni, seguito dai Modà, da Annalisa Scarrone e da Chiara Galiazzo al quarto posto. Poi Rahpael Gualazzi, Simona Molinari e Peter Cintotti, Maria Nazionale, Elio e le Storie Tese, Daniele Silvestri e Max Gazzè. Gli ultimi quattro posti appartengono a SImone Cristicchi, Malika Ayane, Marta sui Tubi e gli Almamegretta a chiudere.
I due cantanti nella categoria Giovani che vanno in finale sono Antonio Maggio e Ilaria Porceddu. Nella serata di domani, quindi, si contederanno il titolo con i Blastema e Renzo Rubino.

Il festival di Sanremo si chiude come si è aperto sulle note di 'Vattene amore' cantate da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto che seduti sul gradino del palco si dedicano 'Trottolino amoroso'.

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