Sanremo, i tre momenti da ricordare e i tre da dimenticare
Da Ezio Bosso a Aldo, Giovanni e Giacomo: top e flop del Festival 2016

Il Festival di Sanremo si è appena concluso e i ricordi delle cinque serate sono ancora freschi nella memoria di spettatori e addetti ai lavori. Ci sono stati momenti molto belli e toccanti, e altri più imbarazzanti, che sarebbe meglio dimenticare.

Tra i momenti da ricordare assolutamente, primo tra tutti è stato l'esibizione al pianoforte di Ezio Bosso, il compositore malato di SLA che, suonando il brano 'Following a bird', ha incantato la platea dell'Ariston e i telespettatori. Ma, più che la musica, sono andate a segno le sue parole: "La musica è come la vita - ha dichiarato Bosso alla fine della sua esibizione - si può fare in un solo modo, insieme". E ancora: "Noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. La vita è fatta di dodici stanze: nell'ultima, che non è l'ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare e quindi siamo liberi". Lacrime e commozione in platea e tra i membri dell'orchestra, per quest'uomo che, nonostante la sua situazione, è pieno di coraggio ed è riuscito a trasmettere il suo messaggio di speranza.

Da ricordare è anche la comicità di Virginia Raffaele, che dopo il Festival è stata persino definita la degna erede di Anna Marchesini. La comica ha vestito, ogni sera, i panni di un personaggio diverso, per poi essere se stessa nella serata finale. Ha cominciato interpretando Sabrina Ferilli, ma è stato imitando Carla Fracci che ha raggiunto l'apice della comicità. Poi, nelle serate successive, è stato il turno di Donatella Versace e la (più volte vista) Belen Rodriguez. Un talento vero: da molti, Carlo Conti è stato definito 'la spalla' di Virginia Raffaele.

 

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