Sanremo, Dear Jack: Quel palco un sogno, apprezzata nostra vena rock. E per Endrigo saremo i Queen

Sanremo (Imperia), 11 feb. (LaPresse) - "Raggiungere questo palco e questo mondo è una delle realizzazioni più belle che si possano augurare a tutti di vivere". Così i Dear Jack, in conferenza stampa all'Ariston, per il loro esordio ieri sera al 65esimo festival di Sanremo. Essere in gara tra i campioni al festival di Sanremo "dopo solo un anno è anche prematura come cosa, infatti all'inizio non ci sentivamo nemmeno all'altezza. Ma eccoci, questo sogno sta diventando una realtà".

"Oggi è un giorno importante per noi - annuncia la band - il nostro secondo album è uscito ieri sera quando è finita la nostra prima esibizione. È passato poco meno di un anno da quando i DJ sono sulla scena e quello che è successo in un anno abbiamo voluto che si sentisse nel disco". Il loro nuovo album 'Domani è un altro film (Seconda parte)' in poche ore si è già piazzato al quarto posto nella classifica di iTunes album, mentre il video ufficiale della loro performance questa mattina è già a quota 25mila visualizzazioni.

"Rimarremo sempre sul genere pop rock, e siamo felici che il festival abbia apprezzato - afferma il chitarrista Lorenzo Cantarini - anche se l'amore è il nostro destino, siamo sempre romantici e delicati all'interno". "La nostra formazione precedente ai Dear Jack era molto più aggressiva facevamo metal, la nostra vena hard rock melodica è rimasta, e qui a Sanremo diciamo che siamo quelli un po' più rock. Forse anche per portare un po' di freschezza al festival. La canzone sanremese è più melodica e dolce, emntre noi abbiamo portato le chitarre distorte e i toni moltto aggressivi anche per far sentire chi sono i Dear Jack".

"Abbiamo cercato di sperimentare il più possibile - raccontano del nuovo album - una volta che è pubblicato il pezzo non è più tuo, ma rappresenta chiunque voglia ascoltarlo con te". "Nel disco i sono sound completamente diversi rispetto al primo disco, ci siamo impegnati a cercare un suono che ci rappresentasse. Siamo giovani e il nostro suono non è definitivo. Anzi speriamo che sia sempre così e di continuare a crescere e migliorare".

Essere una band per i Dear Jack "è un valore aggiunto" e "una corazza fatta da persone eccezionali", dice il cantante Alessio Bernabei. "Mi sono sempre ispirato non a cantanti singoli ma a band come Green Day, Queen, Beatles. Ho fatto tanti concorsi da solista, ma il mio lato artistico è sottolineato dalla band, questo mix di 5 ragazzi che possono rompere le barriere".

Prima dell'esibizione di ieri sera "ci siamo fatti forza e le paure si sono abbassate - dice - e la paura è diventata esaltazione. Durante l'esibizione pensavo alla mia famiglia che mi guardava da casa, a mio nipote nella culla che non sapeva che fossi su quel palco, pensavo al percorso fatto insieme da 'Amici', tutti gli ostacoli che abbiamo passato". Sin dai primi tempi del loro successo, racconta Alessio che più degli altri si è trovato al centro dell'attenzione, "ho avuto quattro amici e quattro fratelli in un momento in cui avevo le telecamere addosso, mi trovavo sotto pressione in un mondo nuovo, e anche nei momenti di sconforto loro ci sono sempre stati".

Sono pronti a passare da Sanremo agli show 'instore' in un tour nei negozi di dischi che li porterà a incontrare tutti i fan in tutte le maggiori città d'Italia a partire dal 24 febbraio, per incontrare i fan, con cui hanno comunque un rapporto stretto su web. "I social network sono una realtà fondamentale nella musica di oggi. Sono una fonte di salvezza, anche perché è l'unico modo per comunicare con i fan e condividere le nostre giornate, loro sono felici e noi siamo felici di accontentarli. Ma non dimentichiamo quanto è bello incontrare le persone". "È importante dare il giusto peso ai social network - specificano - il target a cui ci rivolgiamo li utilizza tantissimo, e non smettiamo di ricordare che le emozioni vere ci sono nella vita vera".

Prima però ci sarà da finire la settimana sanremese, con la terza serata di domani dedicata all cover. Loro canteranno 'Io che amo solo te' di Sergio Endrigo."Conoscevamo già Sergio Endrigo - puntualizzano - non lo abbiamo scoperto per fare questo pezzo: inutile dire che è un pezzo fondamentale della musica italiana. In oià ci ha incuriosito che fosse un personaggio così stravagante, sempre di classe ma demodé, interessato a scrivere canzoni per bambini e allo stesso tempo al mondo della letteratura italiana. Poi chi di noi non è affezionato al pezzo 'Per fare un tvolo, ci vuole il legno' di Endrigo con testo di Gianni Rodari? Fa parte della nostra storia".

"La figlia di Sergio Endrigo, Claudia, ci ha chiamati molto soddisfatta, ringraziandoci dell'omaggio e ci vuole includere nella biografia sul padre e ci vuole invitare alla commemorazione per i 10 anni della sua morte. per noin è stato un grande piacere perché è la figlia di una leggenda della musica italiana e ci ha resi molto felici". "E' stata una scelta difficile, abbiamo preso in considerazione diversi brani importanti della musica italiana, come 'Tutto il resto è noia' di Franco Califano, 'Che sarà', 'Una rotonda sul mare', 'Ancora', perfino 'Dove sta Zazà'. "Il brano è meraviglioso - aggiungono i Dear jack - lo avessimo sentito oggi per la prima volta sarebbe stato un brano attualissimo".

Per la loro versione "abbiamo cercato di rischiare con un arrangiamento rock, per far capire un nostro modo diverso di intendere la musica. Sarà un arrangiamento un po' alla Queen, senza volerci paragonare a loro o a Freddie Mercury - specifica il cantante Alessio Bernabei - ma è un rock sinfonico che un po' destabilizza la melodia molto lenta del brano originale". "Abbiamo mantenuto rispetto per autore e brano, e ora è un po' nostro e ci rappresenta per quello che siamo in questo momento".

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