Sanremo, Boomdabash: "Portiamo un messaggio forte a ritmo di reggae"

L'Ariston, almeno fino a qualche tempo fa, non sembrava il luogo adatto a un gruppo reggae. Ma i tempi sono cambiati

Per molti sono 'solo' il gruppo che la scorsa estate li ha fatti ballare al ritmo di 'Non ti dico no' con Loredana Bertè, ma in realtà i Boomdabash hanno alle spalle ben 15 anni di lavoro, la maggior parte passati attraversando l'Italia in lungo e in largo a suonare live in giro per lo stivale. E quale miglior modo per festeggiare una lunga carriera musicale e il successo dell'estate, se non partecipare al Festival di Sanremo? Biggie Bash, voce della band, non nega di vivere l'attesa con "un po' di ansia", ma sa che l'importante è salire sul palco è divertirsi e divertire.

L'Ariston, almeno fino a qualche tempo fa, non sembrava il luogo adatto a un gruppo reggae. Ma i tempi sono cambiati, e gli stessi Boomdabash se ne sono accorti: "Non ci abbiamo pensato per anni, proprio non ci era mai balenata l'idea. Poi un annetto fa abbiamo iniziato a parlarne fino a che, dopo l'estate, abbiamo deciso di provarci completamente". Complice, inutile negarlo, proprio il successo mainstream del singolo con Loredana Bertè. "Certamente ha allargato il nostro bacino di utenza, ha fatto arrivare il nostro nome a orecchie nuove. Così arriviamo a Sanremo con le spalle più larghe". E proprio Loredana sarà una delle artiste con cui si 'scontreranno' al Festival: "Ci siamo incontrati pochi giorni fa - racconta Biggie Bash - e abbiamo parlato di tutto, fuorché di musica. E' nato un rapporto extra professionale importante. Siamo felicissimi che salga su quel palco. E' un'artista e una persona con un vissuto difficile, ma la sua forza le viene dalla musica, la aiuta. In più, ci teneva moltissimo".

Per quanto riguarda la performance in 'Per un milione' (il venerdì sera con Rocco Hunt), i Boomdabash non si snatureranno in alcun modo e manterranno la solita carica live, anche se suonare con l'orchestra "è una sfida", per chi come loro non l'ha mai fatto. Il brano sarà contenuto nella riedizione dell'album, 'Barracuda predator edition 2019' in uscita l'8 febbraio, e a dispetto dei suoni allegri e ritmati tratta in maniera delicata il tema dell'attesa. A partire, per esempio, da quella di un figlio. "Una nostra caratteristica - spiega Biggie Bash - è quella di riuscire a trattare argomenti e mandare messaggi forti con linguaggio semplice, a tratti allegro e scanzonato. Ma anche nel brano di Sanremo porteremo un messaggio da estrapolare e applicare ai tempi che stiamo vivendo: una riscoperta delle cose dimenticate o alle quali ci siamo abituati e diamo per scontate. L'attesa di un figlio, di un marito, di una persona amata... L'idea è di provare a dirigere, in questi tempi incattiviti, il nostro cervello verso il bene e dimenticare l'odio, proprio come fanno i bambini".

Dopo il Festival il gruppo salentino tornerà alla sua abituale dimensione, quella dei concerti, ma con un evento molto speciale. Il 9 maggio all'Alcatraz di Milano ci sarà infatti il 'Boomdabash & Friends', inizialmente previsto per fine gennaio per festeggiare i 15 anni di carriera ma poi rimandato proprio a causa di Sanremo. "Sarà il nostro live più grosso. Ci saranno tanti ospiti: Rocco Hunt, Clementino, Sergio Sylvestre. Ma ne arriveranno altri, che sveleremo lentamente". Intanto, la testa è rivolta alla città dei fiori.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata