Sanremo, Aragozzini: Assurdo ammettere chi esce dai talent
"Il cachet di Conti? Meritava ancora più soldi"

"Ormai Sanremo è il Festival della televisione, non lo guardo praticamente mai. Io lavoravo un anno per trovare delle bellissime canzoni, ora i cantanti arrivano con il brano che hanno in produzione e di cui poi esce il disco". Adriano Aragozzini ha le idee chiare su cosa sia diventata la manifestazione che dal 1951 porta sul palco dell'Ariston la canzone italiana. Patron di Sanremo dal 1989 al 1993, agente e produttore discografico, a Milano ha presentato il suo nuovo libro, 'Questa sera canto io' (La nave di Teseo), in cui ripercorre la sua lunga carriera al fianco delle grandi star della musica nazionale e internazionale, da Tina Turner a Modugno, Arbore, Gino Paoli. "A me sembra assurdo - continua Aragozzini - che a Sanremo vengano ammessi i cantanti che escono dai talent show. Il Festival dovrebbe avere le sue canzoni e i suoi cantanti, certamente non quelli che arrivano da altri concorsi".

Una cosa ridicola" per Aragozzini è la polemica sul compenso di Carlo Conti per il suo terzo Sanremo. "È un grande presentatore, meritava ancora più soldi", dice l'ex patron del Festival. "Credo abbiano scelto Maria De Filippi per fare ascolto. È sicuramente la più brava in Italia. Ma come è possibile - si chiede Aragozzini - che la Rai faccia presentare la sua trasmissione più importante a un'artista che ha una esclusiva con Mediaset? Proprio non capisco".
 

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