Sanremo 70, Amadeus presentatore e direttore artistico: "Realizzo il mio sogno"
Sanremo 70, Amadeus presentatore e direttore artistico: "Realizzo il mio sogno"

A lui si affiancheranno nel corso delle cinque serate nella cittadina ligure a febbraio, i personaggi che hanno costruito la storia della kermesse.

Che sarebbe stato un Festival di Sanremo all'insegna della coralità, lo si sapeva già da febbraio scorso. Che alla guida ci sarebbe stato Amadeus, dato per settimane in pole position, era invece meno scontato. E invece, alla fine, è stato proprio lo storico volto Rai, dj e conduttore, a convincere Viale Mazzini spazzando via la concorrenza. Pure agguerrita, visto che per giorni si è vociferato di un possibile arrivo (in prestito da Sky) del giovane Alessandro Cattelan. Ma Mamma Rai ha preferito giocare in casa e affidarsi all'esperienza e alla solidità di un viso abituato ad entrare ogni giorno nelle case degli italiani.

"Ho avuto la notizia che uno aspetta da una vita quando fa il presentatore. Il sogno, da quando si è ragazzi, è quello di poter condurre da grandi il Festival di Sanremo. Oggi è arrivata questa notizia. Sono felicissimo e ringrazio innanzitutto la Rai. Tutta, partendo dall'amministratore delegato Fabrizio Salini, il mio direttore Teresa De Santis e tutti quanti che hanno voluto fortemente che fossi io a condurre il prossimo Festival di Sanremo", è il primo commento a caldo di Amadeus. "Adesso - aggiunge - dopo qualche breve giorno di vacanza ci metteremo subito al lavoro, perché sarà la 70esima edizione, un numero importante. Sarà il Sanremo di tutti quanti".

E già, perché il prossimo Festival celebra una ricorrenza speciale: appunto, è il 70esimo, e la cifra tonda impone un protocollo ben preciso. All'insegna della coralità e, soprattutto, della storia. Ad Amadeus conduttore e direttore artistico (forte della sua esperienza in campo musicale) si affiancheranno infatti, nel corso delle cinque serate nella cittadina ligure a febbraio, i personaggi che hanno costruito la storia della kermesse. Più di un concorso canoro, quindi. Sarà una passeggiata nella storia della musica e della tv. Impossibile pensare che sul palco dell'Ariston non arrivi, per esempio Pippo Baudo. Ma è facile l'approdo, per esempio, di Fabio Fazio e Carlo Conti.

Sempre più probabile, poi, almeno un'ospitata di Fiorello. La sua presenza nella riviera ligure l'ha già sdoganata con Claudio Baglioni. E nell'anno in cui la collaborazione con Rai si fa più intensa, grazie all'accordo per la piattaforma RaiPlay, lui stesso su Instagram aveva sparso delle briciole a lasciare intendere che, in occasione del Festival, avrebbe formato un duo (almeno temporaneo) con Amadeus.

Insomma, la certezza Amadeus ora c'è. Il resto è tutto da costruire, per un Festival che, spiega Viale Mazzini, "vedrà impegnata l'intera l'Azienda". A partire da un'edizione di Sanremo Giovani con un'apertura ancora maggiore alle nuove tendenze grazie anche alle sollecitazioni emerse dalla filiera musicale nel Tavolo di lavoro tenutosi martedì scorso in Rai, e proseguirà con una serie di altri appuntamenti durante il 2020. E un DopoFestival "all'insegna dell'innovazione". La macchina del Festival è partita. E, come chiosa Amadeus, "viva Sanremo".

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