Sanremo, Alvaro Soler approda all'Ariston: Duetterei con Sylvestre
Oggi atteso ospite alla serata finale del Festival

 Super ospite al Festival di Sanremo questa sera Alvaro Soler, che chiuderà l'edizione della kermesse canora. A soli 26 anni il giudice di 'X Factor' ha già al suo attivo 36 dischi d'oro e di platino in tutto il mondo e 200 milioni di stream, i suoi video su Vevo e YouTube hanno collezionato oltre 450 milioni di visualizzazioni. Il cantautore ora partirà con un tour in tutta Europa che toccherà anche l'Italia prima a febbraio e marzo e poi di nuovo a luglio e agosto. Stasera all'Ariston si esibirà in un medley di tre suoi successi: 'El mismo sol', 'Animal' e 'Sofia'. Lì farà, però, in una versione inedita orchestrale, con un arrangiamento più classico: "E' la prima volta che faccio una cosa del genere. Sono contento - dice incontrando la stampa - di avere l'opportunità di lavorare con un'orchestra così bella. Oggi sarà un giorno pazzesco, energetico, incredibile e musicale".

Per quanto riguarda la gara, Soler tifa per tre artisti in particolare: Lodovica Comello, Michele Bravi e Sergio Sylvestre. E se potesse scegliere sarebbe propio con quest'ultimo che vorrebbe duettare. Nei progetti futuri, a breve termine c'è l'avvio del tour europeo, "poi - racconta - vorrei fermarmi per finire di scrivere il mio secondo album. Sto facendo delle cose più acustiche, perchè fanno parte dell'evoluzione che ho fatto in questi anni. La musica è anche sorprendere e sono curioso di vedere come sarà il secondo album". Nessun progetto nell'immediato, invece, per quel che riguarda la televisione.

A chi gli chiede quale sia il 'trucco' per riuscire a vendere dischi al di fuori del proprio Paese in Europa, come sta riuscendo a fare lui, risponde: "A me sta aiutando essere me stesso e andare nei Paesi con questa attitudine, a trasmettere la mia originalità. Non so cosa si debba fare per andare all'estero. Credo che si debba fare musica vera e che trasmette emozioni, se la gente lo capisce vuol dire che hai fatto bene". "Se hai l'opportunità di andare all'estero - aggiunge - è perfetto. Ma non è sempre facile. Ci sono tanti bravi artisti spagnoli che non riescono ad avere successo in Europa. Io sono spagnolo, ho fatto musica a Berlino e poi sono venuto in Italia. E' stato tutto molto naturale".

 

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