Richard Gere: A New York ho capito cosa vuol dire essere homeless
Lo racconta l'attore durante la presentazione del film 'Invisibili' presso la mensa della comunità di Sant'Egidio

"Girando per New York, dove vivono oltre 69mila homeless, mi è scattato qualcosa. Lì ho capito cosa vuol dire essere invisibili. Da quel momento ho deciso come fare il film, come effettuare le riprese e montarlo, ma soprattutto ho intuito cosa siamo come esseri umani". Lo racconta Richard Gere durante la presentazione del film 'Invisibili' presso la mensa della comunità di Sant'Egidio. "Sono interessato a questo tema - ha ribadito Gere - in quanto essere umano. Io credo che per tutti c'è bisogno di una casa piena di compassione e calore". "Per questo - ha concluso l'attore bersagliato dai flash - sono qui, tra questi visi meravigliosi".

IN USA 600 MILA SENZATETTO. "Sono interessato a questo tema - ha ribadito Gere - in quanto essere umano. Io credo che per tutti c'è bisogno di una casa piena di compassione e calore". "Per questo - ha concluso l'attore bersagliato dai flash - sono qui, tra questi visi meravigliosi". Gere ha proseguito:"Mi ha toccato profondamente un libro pubblicato in America e scritto da un homeless, 'In the land of lost soul', basato sulla sua esperienza. È stato illuminante per me. Mi ha fatto capire come lavorare su questo racconto della realtà, non per cercare di commuovere o attirare l'attenzione del pubblico ma attraverso la scansione del reale. In USA ci sono 600mila senzatetto". 
 

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