Riccardo Scamarcio: Io e Valeria siamo felici e giochiamo come bambini

Roma, 10 feb. (LaPresse) - "Anche a me è capitato di essere ostacolato dai genitori di una persona che amavo. Quelli di Valeria (Golino ndr.) però, mi vogliono bene", ammette Riccardo Scamarcio, sdraiato virtualmente sulla chaise longue di Chiara Gamberale negli studi Rai di via Asiago, ospite di Radio2. L'attore pugliese interpreta il personaggio di Romeo, in scena a teatro in queste settimane con l'opera di William Shakespeare 'Romeo e Giulietta' per la regia di Valerio Binasco. "Romeo e Giulietta ha 'istituzionalizzato' l'amore, con le sue derive", dichiara Scamarcio nell'intervista fiume su RaiRadio2. Scamarcio non gioca al timido e si lascia andare: "Sono molto cambiato e credo anche Valeria, stando insieme. Siamo molto felici, la verità è che quando stiamo insieme ci divertiamo tanto e giochiamo. L'altra notte ad esempio ci siamo ritrovati alle due a vedere la neve che scendeva, felici come due bambini. Tra noi c'è questo senso di gioco che è quel che ci tiene insieme", ammette. "Siamo assolutamente complici, sempre", anche se "io sono uno di pancia che decide d'istinto mentre Valeria è molto 'di testa'", racconta, calandosi perfettamente nelle atmosfere del programma 'Io, Chiara e l'oscuro'. Riccardo racconta la delusione di aver visto raccontato in un libro per il pubblico, intitolato 'Primo amore', il suo precedente fidanzamento con Angela Lisio, durato 9 anni. "Io e Angela ci siamo conosciuti in terza media in gita a Roma, lei era di Andria e siamo stati fidanzati per 9 lunghi anni. Una vera storia d'amore, il primo grande amore. Non avevo mai pensato a questa cosa del libro, un po' mi dispiace", continua Scamarcio on air su Radio2. "Sono cose private, intime e spiattellarle così mi sembra di cattivo gusto. La cosa mi ha anche molto ferito, e doppiamente, perché dopo una condivisione di 9 anni metti tutto in discussione". Poi l'ammissione di colpa: "So di aver fatto soffrire Angela. Non credo che questo fosse il giusto prezzo che dovevo pagare, ma insomma, è comprensibile".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata