Riace, Beppe Fiorello e la fiction su Lucano: "Allora arrestateci tutti"

L'attore si schiera a fianco del sindaco del comune calabrese, finito ai domiciliari per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Doveva essere una fiction, è diventata una storia infinita, oltre che un caso politico e di cronaca. La vita di Mimmo Lucano, sindaco di Riace, fino a poche settimane fa era destinata ad arrivare sui piccoli schermi grazie alla Rai, per raccontare quel 'modello Riace', una storia di accoglienza e integrazione riuscita.

A prestare il volto al primo cittadino in Tutto il mondo è paese, Giuseppe Fiorello. Poi, poche settimane fa, la messa in onda della fiction viene bloccata, o meglio, sospesa. Il motivo? "Al sindaco Lucano - precisa la Rai - è stato recapitato un avviso di garanzia da parte della Procura di Locri per alcuni presunti reati collegati alla gestione del sistema di accoglienza. Non appena la magistratura comunicherà le sue decisioni finali in merito all'indagine, il Servizio Pubblico adotterà i provvedimenti conseguenti". E, in effetti, l'indagine esiste. Quella stessa indagine che porta all'arresto del sindaco per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Il primo a schierarsi al fianco di Lucano è proprio Beppe Fiorello, che su Twitter scrive: "#Riace, #mimmolucano crederò in te più di prima. Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita di un uomo straordinario, io lo so che Mimmo non sopporterà questa vergogna, ora cerco parole per difenderlo ma mi rendo conto che non va più difeso, va amato come lui ama il prossimo". E va oltre, mostrando quanto per lui quella fiction, ma soprattutto la storia di integrazione che racconta, sia importante: "Siamo tutti in pericolo, punto. Il sindaco Domenico Lucano è stato arrestato per aver accolto non per aver favoreggiato, allora #arrestatecitutti". Si rivolge, poi, a Papa Francesco: "A lei la parola, la spieghi lei a questa politica la differenza tra accogliere i bisognosi e favorire le mafie".

La storia di Riace e del suo sindaco sembrano perfette per essere raccontate in tv, se non fosse per questa indagine e questo arresto, che gettano una luce diversa sulla vicenda. Non per i sostenitori del primo cittadino, però, che in poche ore invadono i social di parole in suo supporto, facendo entrare nelle tendenze italiane su Twitter '#Riace', 'Mimmo Lucano' e 'Domenico Lucano'. Fra i tanti esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo si espone, ancora una volta, Roberto Saviano, tirato in ballo dal ministro Salvini che si chiedeva cosa avrebbero commentato lui "e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l'Italia di immigrati" leggendo la notizia dell'arresto. E quello dello scrittore e giornalista napoletano è un intervento durissimo, parla dell'inchiesta come del "primo atto verso la trasformazione definitiva dell'Italia da democrazia a stato autoritario. Con il placet di tutte le forze politiche" e difende l'operato di Lucano definendolo "disobbedienza civile". Fra i "buonisti" tirati in ballo da Salvini, anche Alessandro Gassmann: "#MimmoLucano favoreggiamento all'integrazione #stayhuman". Restare umani è anche la chiave del tweet di Emergency, il cui fondatore Gino Strada è sempre stato al fianco del primo cittadino Lucano: "Solidali con il sindaco di #Riace #MimmoLucano che ha lavorato per la salvezza e l'accoglienza di migliaia di esseri umani".

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